Quando il sole della cultura è basso i nani sembrano giganti

Karl Kraus

   
   

SPAZIO APERTO

Parto naturale in casa. Intervista a chi ha vissuto questa suggestiva esperienza.

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Parto naturaleSempre più donne decidono di dare alla luce i propri figli in casa, un ritorno che ci porta indietro nel tempo, al tempo delle nostre nonne.
Abbiamo intervistato una donna, Daniela Tararà, che ha fatto anche lei questa scelta.

Come ti è venuta l’idea di partorire in casa?
Intanto io sono nata in casa e uno degli studi più interessanti sull'argomento ha evidenziato come nascere ti dà un imprinting per tutta la vita quindi nascere in casa crea un substrato interiore per cui è più facile, da adulta, avvicinarti e recuperare l'idea del parto in casa anche perché è emotivamente legato al tuo stesso ingresso nel mondo. Ogni donna che partorisce in casa quindi mette un seme che se opportunamente coltivato permette il ridiffondersi con maggiore consapevolezza del protagonismo della donna e del bambino nella naturalità dell'evento. Quando ho scelto di avere un figlio avevo trenta anni e quindi una certa maturità che mi ha permesso di fare consapevolmente delle scelte anche originali per i nostri tempi. Mi ero avvicinata già da anni all'alimentazione naturale e biologica ed anche alla medicina naturale, tanto che la mia stessa gravidanza è stata seguita dal mio omeopata ma soprattutto dalle ostetriche, in particolare una, dell'associazione che in quel momento esisteva a Firenze appunto sul parto naturale. Niente ginecologo\a! Uno dei concetti che mi ha fatto innamorare e desiderare di vivere la nascita di mio figlio in modo intimo (perché questo garantisce il parto in casa) è stato l'idea di promuovere con questo tipo di imprinting 'La nascita dell'uomo ecologico' titolo di uno dei libri di Michel Odent, uno dei padri del ritorno al parto naturale con ostetriche donne, pur essendo anzi proprio dalla sua esperienza di ginecologo si era reso conto di questa necessità. Gli altri due sono Frederick Leboyer e Lorenzo Braibanti. Ti chiederai perché uomini, beh, perché le donne fino a quel momento erano quasi escluse da ruoli significativi al massimo erano infermiere e quindi a livello medico il parto era completamente in mano agli uomini e questa è stata la prima cosa che questi tre grandi medici ginecologi hanno subito messo in discussione perché si sono resi conto, e con umiltà lo hanno accettato e poi promosso, che la gravidanza ed il parto è una faccenda da donne. Uno degli studi più significativi è infatti la comunicazione ormonale che avviene tra donne e che aiuta per il solo fatto di essere vicine, a condividere, capire emotivamente le donne che partoriscono.

Qual è stata la “procedura” per realizzare questo desiderio: Quali persone hai contattato? A chi ti sei dovuta rivolgere?
Mi sono informata presso erboristerie e negozi di alimentazione naturale, allora internet non c'era, su chi poteva seguirmi e mi hanno consigliato l'associazione che dicevo prima e che ora non esiste più. Tra l'altro, una nota di colore, proprio così ho conosciuto una delle mie più care amiche, erborista, che era incinta anche lei con una differenza di un paio di giorni e che aveva anche lei interesse a partorire naturalmente e così è iniziata la condivisone di questa esperienza e poi in seguito di molte altre.

Come ti sei preparata al parto?
Mi sono divertita un sacco perché io con il mio compagno avevamo deciso che visto che tanto non avevo un lavoro fisso, con un po' di risparmio ed economia, potevo dedicarmi completamente a questo evento. Ora siamo separati da tanto ma è comunque un caro amico perché un esperienza vissuta così, è talmente intensa che crea un legame, prima di tutto, di stima reciproca molto forte. Così io ho potuto partecipare al corso di gravidanza (che oggi in pochi propongono ed in pochissimi si concedono di farlo) che è iniziato a tre mesi e che io solevo paragonare al mio corso di mimo\espressione corporea che avevo fatto diversi anni prima. Teatro praticamente altro che malattia, analisi ecc io andavo a giocare!! Sembra quasi una sciocchezza invece permette di entrare molto in sintonia con il feto\bambino che ha proprio nell'aspetto ludico la sua principale forma comunicativa e conoscitiva. Eravamo solo donne e abbiamo potuto costatare che si era creato tra noi un legame affettivo così forte che è stato sentito anche dai bambini e dopo che erano nati riconoscevano le altre mamme. La sensazione era quasi che fossero figli di tutte. E' stato bellissimo!! Al settimo mese di gravidanza è iniziato il corso pre-parto vero e proprio a cui hanno partecipato anche i padri con cui si è poi creato un rapporto di amicizia ma mai forte come fra noi donne. La preparazione al parto se fatta bene, ti dà veramente molte conoscenze per cui sai cosa succede dentro di te, al bambino ma anche al tuo corpo, sai cosa può favorire il processo e cosa lo ostacola, sai anche cosa significa a livello emozionale ed energetico prima di tutto per il bambino ma anche per te e per il padre. Conosci e comprendi meglio anche le differenze tra maschile e femminile, soprattutto se condiviso in gruppo e quindi in ultima analisi conosci davvero di più te stessa, il tuo compagno e il vostro rapporto.

Parto in casaQuali sensazioni hai provato al momento della nascita?
Beh, questa è una domanda per cui potrei riempire pagine... cercherò di essere essenziale! Chiaramente gioia, ringraziavo tutti continuamente, sono andata avanti per settimane con la gratitudine nel cuore. Ho percepito un allargamento di tutti i miei sensi fisici ma anche intuitivi ma soprattutto e questo è veramente raro per non dire impossibile, almeno nella mia esperienza con le donne, in un parto ospedaliero, una grande forza, grandissima ed un aumento della fiducia in me stessa che è stato sempre più evidente via, via che passava il tempo! La mia autostima è cresciuta in modo visibile. Ho capito forse per la prima volta cosa davvero voleva dire potere femminile. Avevo un'energia pazzesca ed ero ottimista, gioiosa addirittura chiassosa ma non ero la sola. Tutte e dico tutte le donne che come me avevano partorito in casa, naturalmente, erano così! Niente depressione post parto, ma questo lo sapevamo già. Era una cosa già verificata da numerosi studi, la depressione post parto è una conseguenza dell'ospedalizzazione, è tutta quell'energia che non potendosi esprimere positivamente, implode e diventa negativa. Negli ultimi tempi della gravidanza quando mi capitava di andare in ospedale con il mio compagno notavamo come le donne che dopo il parto erano sole perché i bambini erano nella nursery (che orribile cosa), erano sovraeccitate e spesso urlavano invece di parlare perché l'energia che madre natura ti dà dopo il parto per stare, accudire al tuo bambino, non sapeva come esprimersi. Eravamo impressionati ed intristiti perché noi sapendolo notavamo che derivava dalla mancanza di poter vivere pienamente il loro compito.

Molte donne hanno paura di affrontare questa esperienza per timore di eventuali complicazioni: le hai avute anche tu? Come le hai affrontate?
Io gli ultimi giorni di gravidanza sono andata a fare diversi tracciati (controllo dei battiti del cuore del bimbo) perché Ilario, mio figlio, era brachicardico cioè aveva un calo del battito del cuore ma le ostetriche ci dissero che non coincidendo con le contrazioni molto probabilmente era dovuto al fatto che avendo sempre meno spazio, lui si appoggiava al cordone e riduceva il flusso del sangue ma chiaramente il primo sa sentirlo era lui quindi si spostava e tutto riprendeva normalmente. Rassicurati da ciò abbiamo vissuto la cosa con tranquillità. Non vi sto a dire invece il terrorismo e gli interventi assurdi che mi hanno proposto in ospedale (ve ne cito uno che vale per tutti: lo stress-test, solo il nome rende l'idea, in pratica volevano farmi l'ossitocina per vedere come il bambino reagiva alle contrazioni da parto, Marco, il babbo ed io ci siamo guardati e gli abbiamo chiesto 'ma non possiamo aspettare che arrivino da sole le contrazioni? Cosa cambia? Così facendo rischiamo di stimolare il parto per via medica e non aspettare che naturalmente il bambino inizi il processo' non ci hanno risposto sono rimasti basiti da come eravamo informati). Abbiamo concordato con le ostetriche che provavamo a farlo in casa e, e questa è la prassi, in caso di necessità saremmo andati all'ospedale. Infatti è così che avviene; le complicazioni da parto, o sono fulminee ed allora anche se sei in ospedale ci fai poco, o ti lasciano tutto il tempo per andare in ospedale, ma se ci sono complicazioni non si tratta più di parto fisiologico e quindi ben venga l'intervento medico. Il problema è che se il parto è fisiologico le procedure ospedaliere rischiano di creare complicazioni dove non ci sarebbero. Prendi il mio caso se mi fossi fatta seguire dall'ospedale sicuramente era un parto indotto per ossitocina e se il bambino non era pronto, diveniva cesario, invece è stato un parto da manuale tanto è stato perfetto anche nei tempi!! In Olanda dove il parto è istituzionalmente organizzato a casa o in case della nascita che non hanno niente a che vedere con l'ospedale né come ambiente né come pratiche, solo il 4% delle donne necessitano di cesareo in Italia con tutta la 'sicurezza' degli ospedali il 28\29%, ci sarà qualcosa che non va, non credi?

Nel caso ci fossero state complicazioni quali sarebbero stati i rimedi?
cosa intendi per rimedi? Sostanze di nessun tipo magari, appunto, movimenti, bagni, musica, tisane tutte cose che possono favorire emotivamente ma se c'è un problema che non si sblocca si va in ospedale. Se poi uno ha la fortuna di avere un medico omeopata amico che assiste ci sono diversi rimedi che si possono adoperare ma la maggioranza delle ostetriche non sono preparare in omeopatia e quindi non si assumono, giustamente, nessuna responsabilità.

Che cosa ti ha lasciato questa esperienza (pensieri, sensazioni, emozioni)?
Oltre a quello che ho già detto posso aggiungere molta più consapevolezza e responsabilità senza delegare tutto a 'il dottore mi ha detto'. Voler capire, sapere per scegliere al meglio. Con mio figlio un rapporto più forte in tutti i sensi che per lo meno nei primi dieci anni, ci ha permesso di essere veramente in sintonia.

Consiglieresti ad altre donne di fare il parto in casa?
Decisamente sì. Non solo ma sostengo ed aiuto le donne proprio a prepararsi al parto in modo naturale, consiglio loro le ostetriche e poi offro, a chi ne è interessata, anche un accompagnamento dopo parto, soprattutto in riferimento all'allattamento al seno che è fondamentale per la salute fisica ed emotiva del bambino ed è un caposaldo del rapporto madre figlio ma è anche un senso di benessere per te, donna, madre. Questo è un altro grosso danno che purtroppo gli ospedali favoriscono perché con le loro giunte compromettono spesso in modo determinante l'allattamento al seno. Ma com'è bello, che fiducia ti dà, vedere il tuo piccolino crescere con il tuo latte!!

C’è qualcosa che vuoi aggiungere?
Mah, ci sarebbero molte cose d aggiungere sul perché un parto in casa favorisce e garantisce la fisiologicità del parto rispetto all'ospedale. Dalle posizioni, all'uso di bagni. Dall'intimità ed i profumi di casa tua contro le maggiori possibilità d'infezioni (l'ospedale è un concentrato di malattie, casa tua no) e l'odore sgradevole di farmaci. Dalla poesia che ti permette, perché in fondo un parto è l'apice massimo di un rapporto sessuale. Dalla possibilità per il padre di essere davvero partecipe ed utile, Marco era in mutande (era il due giugno) e non intabarrato di cappellino, mascherina e camicia, per che cosa poi? ma chiaramente il discorso diventerebbe troppo lungo rimando alla nutrita bibliografia sull'argomento che consiglio vivamente ad ogni donna che desidera avvicinarsi a questo evento. A questo proposito aggiungo che io mi sono letta tutto o quasi il leggibile sul parto naturale e l'allattamento tanto che ho maturato una formazione che oggi mi è utile anche a livello lavorativo ma che allora non avrei mai nemmeno immaginato e come me altre donne, c'è chi dopo la propria esperienza si è talmente innamorata dell'evento da studiare e diplomarsi in ostetricia. Incredibile eh? Ma forse non troppo, ogni evento vissuto in consapevolezza e conoscenza ti forma come persona!

Ringraziamo Daniela Tararà per la disponibilità accordataci e l’esperienza suggestiva che ci ha esposto.

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Commenti   

 
0 # Katia 2013-08-29 10:42
Hai detto che l'associazione presso cui ti sei rivolta non esiste più. Ce ne sono altre nel centro Italia? Come posso trovarle?
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