Quando il sole della cultura è basso i nani sembrano giganti

Karl Kraus

   
   

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Anoressia: intervista alla Dott.ssa Sara Benetello.

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Anoressia_BulimiaSi sente spesso parlare di anoressia, bulimia e di altrei disturbi legati all’alimentazione.

Per saperne di più, abbiamo intervistato la Dottoressa Sara Benetello.

Quali sono le definizioni esatte di ANORESSIA e BULIMIA?

 

L' anoressia nervosa può essere diagnosticata se sono presenti:

Rifiuto di mantenere il peso corporeo, intensa paura di acquistare peso o di diventare grassi, anche quando si è sottopeso, alterazione del modo in cui la persona vive il peso o la forma del corpo, rifiuto di ammettere la gravità della attuale condizione di sottopeso. Nelle femmine che hanno già avuto il menarca si presenta l’amenorrea, (assenza di almeno 3 cicli mestruali consecutivi).Può essere con o senza abbuffate o condotte di eliminazione (per es. vomito autoindotto, uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi.

La bulimia nervosa può essere diagnosticata se sono presenti ricorrenti abbuffate. Una abbuffata è caratterizzata dal mangiare in un definito periodo di tempo (ad es. un periodo di due ore), una quantità di cibo significativamente maggiore di quello che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso tempo ed in circostanze simili  e il soggetto ha la sensazione di perdere il controllo durante l'episodio (ad es. sensazione di non riuscire a smettere di mangiare o a controllare cosa e quanto si sta mangiando).

Inoltre, si verificano ricorrenti condotte per prevenire l'aumento di peso, come vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici, enteroclismi o altri farmaci, digiuno o esercizio fisico eccessivo. I livelli di autostima sono indebitamente influenzati dalla forma e dal peso corporei. Vi sono però casi in cui la persona bulimia ha presentato vomito autoindotto e uso massiccio di lassativi, diuretici ed enteroclismi o casi in cui non si è trovata traccia di questi elementi.

Queste malattie che fasce d’età colpiscono maggiormente?

In prevalenza l'Anoressia e la Bulimia Nervosa colpiscono i soggetti adolescenti e giovani adulti (tra i 15 ed i 29 anni), spesso di sesso femminile. 

Quali sono le cause scatenanti?

Le cause sono molteplici, possono essere:   

biologiche (dovute a scompensi degli ormoni);

sociali (predisposizione familiare, crescita in una famiglia con difficoltà nell'espressione delle emozioni, problemi di autostima, appartenenza a gruppi sociali in cui è rilevante la tematica del controllo del peso);

psicologiche ( difficoltà ad adattarsi ai cambiamenti e agli eventi stressanti; fallimenti amorosi; gravi difficoltà scolastiche o lavorative; alterazione della normale condizione familiare o anche una forzata separazione da essa; lutti o gravi incidenti occorsi ad amici o parenti; abusi sessuali e fisici).

Un processo importante di mantenimento del disturbo è quello della dismorfofobia: le persone con questa difficoltà non solo non sono soddisfatte del loro aspetto, ma non riescono ad osservarlo e percepirlo con obiettività, bensì lo vedono distorto e peggiore di quello che in realtà è.

Cause psichiatriche: vi è comorbilità tra l'anoressia nervosa ed i disturbi della sfera ossessivo-compulsiva.

Quali sono i segnali d’allarme che dovrebbero far insospettire genitori e amici?

Genitori e amici possono far caso a cambiamenti nelle abitudini alimentari senza che la ragazza sia seguita da uno specialista della dieta. Talvolta le persone che stanno sviluppando un disturbo dell'alimentazione si sottraggono alla possibilità di mangiare insieme ad altre persone (ad esempio asserendo di aver già mangiato) e/o svolgono un'attività ginnica eccessiva. Altri segnali possono essere l'eliminazione graduale di alcuni alimenti utilizzando qualche scusa (mi gonfiano…), la diminuzione delle porzioni e dei condimenti, il tagliare minuziosamente il cibo in tanti piccoli pezzettini, il pesare gli alimenti o controllare le calorie, l'utilizzo di lassativi con la scusa di avere un intestino pigro.

Cosa devono fare e come devono comportarsi le persone che sono vicine a delle persone che hanno problemi relativi all’alimentazione?

Non bisognerebbe insistere proponendo il cibo (in genere si ottiene l'effetto contrario)  bensì cercare di convincerli a sottoporsi a visite mediche.

In che modo un terapeuta può aiutare una persona con questi problemi?

Per la cura dell’anoressia nervosa, come per quella degli altri disturbi del comportamento alimentare, si hanno a disposizione diversi tipi di trattamento ciascuno focalizzato su aspetti specifici del problema e su modalità peculiari di intervento.
Il trattamento farmacologico per l’anoressia nervosa mira soprattutto alla cura delle eventuali patologie psichiatriche associate (depressione maggioredisturbo ossessivo-compulsivo) e a correggere le disfunzioni organiche conseguenti alla denutrizione. 
Il trattamento psicoterapeutico ad orientamento sistemico-relazionale cerca di intervenire sul problema attraverso la modificazione delle relazioni familiari problematiche all’interno del sistema familiare; esso presuppone, dunque, che sia la famiglia ad essere sottoposta al trattamento.
Alcuni trattamenti, come quello cognitivo-comportamentale, prevedono, anche, un counseling dietetico-nutrizionale che, attraverso il monitoraggio quotidiano dell'alimentazione (si utilizza un diario alimentare dove la persona annota cosa ha mangiato durante il giorno), permette di modificare le abitudini nutrizionali scorrette.
In casi di denutrizione molto grave è necessario il ricovero ospedaliero.

Lo scopo del  trattamento cognitivo-comportamentale è quello di aiutare chi soffre di un disturbo dell’alimentazione a imparare a gestire il proprio sintomo, a sostituirlo con comportamenti più adeguati e soddisfacenti e a identificare e modificare alcune modalità di pensiero problematiche che favoriscono il mantenimento della patologia alimentare.

Quali sono le tappe che deve seguire una persona per uscire da questa malattia?

Il trattamento cognitivo-comportamentale prevede tre fasi per una durata complessiva di almeno un anno. La prima fase è finalizzata a normalizzare il peso e ad abbandonare i comportamenti di controllo del peso; la seconda fase tende a migliorare l’immagine corporea, la valutazione di sé e i rapporti interpersonali; la terza fase prevede l’applicazione di procedure finalizzate a prevenire le ricadute, a mantenere i risultati raggiunti durante il trattamento e a preparare la fine della terapia.
Gli strumenti che si sono rivelati maggiormente utili per raggiungere questi scopi sono: il diario alimentare, alcune strategie di alimentazione, il problem solving, la ristrutturazione delle idee irrazionali su di sé e su gli altri. Spesso si lavora sulle caratteristiche che mantengono il disturbo (come il perfezionismo clinico, la bassa autostima, l'intolleranza alle emozioni ed i problemi interpersonali).

Se una persona si accorge di essere affetta da una di queste patologie, cosa deve fare?

Dovrebbe rivolgersi ad un centro specializzato sui disordini alimentari e seguire un percorso con un'equipe che preveda la collaborazione tra un dietologo, uno psichiatra ed uno psicoterapeuta.

Attualmente, sì è parlato anche di ORTORESSIA e ALCORESSIA, può dirci di cosa si trattano, nello specifico?

L'ortoressia può essere dovuta ad una paura, a volte maniacale, di ingrassare o di non essere in perfetta salute, e conduce, di norma, a un risultato opposto con conseguenze negative sul sistema nervoso avvertite con difficoltà dal soggetto colpito e in modo evidente da chi lo circonda.

È classificata come disturbo dell'alimentazione, ma non ancora ufficialmente riconosciuta dal mondo psichiatrico.

 Il soggetto ortoressico ricade ripetutamente in una sorta di circolo vizioso nel quale, a fronte di una forte insoddisfazione personale, cerca di ristabilire il proprio ordine e la propria autostima, ricercando e attuando regole eccessivamente rigide, che, se trasgredite, comportano un senso di colpa molto forte che porta di riflesso ad inasprire ulteriormente le regole stesse (soprattutto in ambito alimentare), trovando un'apparente realizzazione proprio in quegli aspetti della vita dove le regole vedono il loro maggiore sviluppo (regime alimentare, lavoro, business, competizioni, studio), e tralasciando quasi totalmente la propria sfera privata, personale e affettiva.

 Il soggetto tende, in questo modo, ad isolarsi ed a fidarsi tendenzialmente solo più delle proprie forze e delle proprie regole.

L'ortoressia è quindi una patologia che si manifesta con evidenza nelle abitudini alimentari, ma che riguarda in realtà l'insieme della sfera personale.

 Per quanto riguarda, invece, l'alcoressia, si tratta di una patologia che porta i giovani a consumare bevande alcoliche al posto dei pasti. L’aperitivo con 3 drinks rende euforici e facilita i rapporti sociali. E’ questa la cosiddetta fase rosa di fidanzamento con l’alcool , ma il rischio è che presto o tardi si può giungere alla fase nera, ad un’assuefazione cioè ad un etilismo cronico. La prevalenza di personalità di questi individui è un Disturbo Borderline Depressivo

Queste due patologie vengono curate come l’anoressia e la bulimia? Esistono altre patologie, oltre a quelle già citate, legate ai disturbi dell’alimentazione?

Alcune volte le persone affette da questi disturbi si rivolgono in prima istanza al dietologo perché variazioni di peso preoccupano amici o familiari. Le terapie devono essere sempre associate sul versante psicologico-psichiatrico. Il grosso problema è che questi pazienti non si rivolgono a specialisti poiché sono contenti della loro forma fisica. Bisogna quindi che i medici di famiglia consiglino i loro assistiti a rivolgersi in centri dove lavorano diverse figure professionali.

Ringraziamo la Dtt.ssa Sara Benetello per la disponibilità accordataci. 

Dott.ssa Sara Benetello

Psicologa e Psicoterapeuta ad indirizzo cognitivo comportamentale e costruttivista

Venezia, San Marco 1093/A - Mestre, Via Ariosto 17 - Tel: 3471610808

www.dottssabenetello.it

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