Quando il sole della cultura è basso i nani sembrano giganti

Karl Kraus

   
   

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Caro Marco ti scrivo...

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di Nuccio Iovene
Senatore eletto nelle liste dell'Ulivo e ora aderente alla Sinistra Democratica
Lettera aperta a Marco Minniti. Segretario Regionale PD

Caro Marco,
da giorni la stampa parla di "rimpasto" della Giunta Regionale. Sarebbe il quarto in poco più di due anni e mezzo. Il Presidente Loiero ha oggi annunciato che nei primi giorni della prossima settimana presenterà la nuova giunta.

La "fase due" del governo regionale, tante volte auspicata ed altrettante annunciata, continua a rimanere avvolta in una nebulosa mentre i nodi politici da più parti sollevati restano irrisolti.
Negli ultimi mesi come Sinistra Democratica abbiamo avanzato critiche severe al Presidente Loiero ed alla Giunta. Abbiamo cercato di dare voce al malessere profondo che attraversa la società calabrese ed alla delusione per il mancato cambiamento tanto atteso. Tu stesso in diverse occasioni hai pubblicamente sottolineato l'esigenza di un radicale cambio di marcia. Nelle scorse settimane Rifondazione Comunista è uscita dalla giunta ponendo sul tappeto critiche altrettanto drastiche. Comunisti Italiani e Verdi hanno parlato a più riprese della necessità di una verifica politica e programmatica.
Mi chiedo e ti chiedo se il "rimpasto" di cui si parla possa essere la risposta all'altezza della fase che si è aperta. Se è quello che la Calabria si aspetta.
Senza un riconoscimento dei limiti, dei ritardi e degli errori gravi compiuti e senza una messa a fuoco coerente dei problemi che la Regione ha di fronte a se è difficile produrre la svolta di cui si avverte il bisogno. Noi, in un convegno che ha fatto molto discutere, abbiamo avanzato una proposta radicale. A muoverci era la consapevolezza della drammatica perdita di credibilità della massima assise regionale dopo l'omicidio Fortugno, il più grave omicidio di stampo politico mafioso degli ultimi anni, e le vicende giudiziarie che hanno investito tanti suoi componenti. Ma anche la constatazione della situazione negativa in cui continua a versare la nostra regione, tanto che i sindacati confederali hanno deciso, nello scorso mese di giugno, di proclamare un grande sciopero generale regionale. Tralascio infine, perché non mi sembra il dato più significativo, il contrasto tra assessori, e tra alcuni di questi ed il Presidente, che pure ha dominato la cronaca politica della prima metà della legislatura.
Se questa, pur riassunta schematicamente, è la situazione ti chiedo: quali cambiamenti, prima ancora che nel personale politico, nel metodo e nel merito si intendono apportare? Quali priorità si indicano per l'azione della giunta nei due anni che ancora restano? Quale dialogo e quale verifica si intendono avviare con la propria maggioranza e l'insieme delle forze che hanno contribuito a realizzare il risultato elettorale del 2005 ? A questi interrogativi non sembra, ad oggi, esserci alcuna risposta. Un conto sono le prerogative che la legge assegna al Presidente della Regione, un altro è la responsabilità politica che i partiti devono esercitare in un momento così difficile per la nostra regione. Se tutto si concludesse con "un rimpasto" si tratterebbe del classico topolino partorito dalla montagna. Non credo sia questo quello che i calabresi si attendono.
Con la stima di sempre,
 
Nuccio Iovene
Coordinatore regionale di Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo

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