Quando il sole della cultura è basso i nani sembrano giganti

Karl Kraus

   
   

POESIA & PROSA

La felicità.

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Mai vista così tanta gente sola tutta insieme che corre con gli occhi, con i piedi e col cuore. Una corsa verso casa, verso il giorno dopo e verso un tempo che sia più bello dell’oggi.

Senza accorgersene ti sfilano affianco credendo di possedere una direzione che sussiste finché le domande vengon rimpiazzate da doveri, limiti imposti e chissà quante altre peripezie linguistiche e strutturali.

“Keep your own way”. Non credo molto nei messaggi che ci circondano e che ci permettono di non lasciar al tempo le decisioni importanti; ma quella volta forse ne avevo bisogno. Avevo bisogno che quel dolcissimo bimbo nero dandomi le spalle mi rendesse visibile quella scritta sul suo consumato e logoro zaino nero.

Consumato e nero pece come la notte che invadeva anche in pieno giorno le mie decisioni e il mio confuso ego che non riusciva più a guardarsi orgoglioso nello specchio della vita.
Le finzioni sono parte integrante delle verità. Senza le une non potrebbero esistere le altre. Ecco da dove nascono e crescono rigogliose le nostre crisi; esse prendono vita nelle forzature della discrezionalità che ricerchiamo da sempre nel linguaggio e quindi nel mondo che ci circonda. Quanto amo le insidie del nostro animo pieno di nuances chiare e scure. Un mix degno di Pollock.

Quella gente non mi passava affianco ma ero io che restavo immobile al loro passare; l’unico fermo in un mare di folla in marcia a cui rubavo qualche sguardo diffidente. Perché, si sa, quello che è enormemente differente da tutto il resto ci spiazza e ci mette sulla difensiva. E cosa c’è di più differente della staticità rispetto alla velocità e dinamicità.

Cosa c’è di più differente dell’amore per come si sospira sulle lancette del tempo rispetto all’affanno riversato sul loro passare imponente.
Il benessere ha perso la bussola e il suo significato è già stato ridefinito nel vortice di una folla in corsa verso la felicità che ha appena lasciato, nella foga, calpestata dietro di sé.

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Commenti   

 
0 # romina 2011-06-11 16:19
Molto bella :o , tocca tanti argomenti...... .. reali..... fa riflettere ;-) su chi veramente siamo ...... su come viviamo.
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0 # Giovanni Maria 2011-06-13 10:10
Ciao! effettivamente rileggendola sembra che un pò rispecchi questo folle mondo. Un posto tanto distante da come lo vorremmo ma tanto simile a come pensavamo che diventasse. Ma ora immaginiamo qualcosa di diverso... o almeno spero :-)
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