Quando il sole della cultura è basso i nani sembrano giganti

Karl Kraus

   
   

POESIA & PROSA

La fauna resiste.

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Avevo bisogno di ritrovarmi in mezzo alla natura. Avevo il desiderio viscerale di comunicare con Lei, di ritrovarmi in mezzo ad essa.

In parecchie occasioni avevo perso l’opportunità di vivere lo spirito della natura; anzi erano più le occasioni in cui mi ero negata questo piacere che le volte che me lo ero concesso.

 

Mi incamminai verso il bosco, rispondendo a quel richiamo irresistibile.

Il sole brillava all’orizzonte e accarezzava i rami spogli, riflettendone l’immagine sul suolo.

Era primavera, ma di fiorito non c’era nulla da un’altura si poteva vedere il bosco sterminato, che cresceva e si estendeva a perdita d’occhio.

Da quella posizione si potevano vedere degli alti arbusti spogli , che una volta erano alberi floridi. Qua e là c’erano le ultime oasi di verde che crescevano in mezzo alla morte e sembravano volerla sfidare, con le loro fronde rigogliose.

Numerose erano le zone vuote, aride, in cui la vegetazione stentava a crescere, su quel terreno sterile.

A terra giacevano i tronchi fatti a pezzi da mano umana e i rami erano stati raccolti in strette fascine.

Dove una volta crescevano gli alberi, ora c’era il nulla.

Quella che si estendeva davanti a me, era una natura artefatta, a cui l’uomo aveva messo mano più di una volta, modificandola in maniera permanente.

Stentai a ritrovare la strada di casa, perché se una volta il sentiero divideva in due il bosco, ora si estendeva su un suolo arido e inospitale.

Me ne andai dal bosco appagata dal calore del sole e dalla forza del vento, ma mi scusai con la foresta, la madre terra e la natura stessa per la maniera in cui costantemente viene trattata: senza rispetto, senza pietà.

Mi chiesi come facessero le creature del bosco a sopravvivere in quella desolazione.

Guardando a terra notai un’impronta, di un cinghiale o di un daino, segno che la vita c’era e combatteva per restare in quella che effettivamente era la sua casa, la sua dimora, il posto in cui avrebbe dovuto essere al sicuro.

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