Quando il sole della cultura è basso i nani sembrano giganti

Karl Kraus

   
   

Se andare in auto costa meno del treno.

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di Simone Mariotti

Pubblicato su La Voce di Romagna, 22 febbraio 2012

Ero sul balcone di casa dei miei “suoceri”, al quarto piano, poco distante dal mare. Primi di gennaio di quest’anno, e da lassù si ammirava una distesa di un blu intenso, come lo si può scovare solo sopra grandi profondità, e con diverse gradazioni. D’estate, lungo quella spiaggia, c’è un piccolo filo che galleggia a pochi metri dalla riva che segna la zona dove non si tocca, e i bambini ogni tanto chiedono ai genitori se si possono arrischiare ad andare oltre quella barriera fluttuante verso, come dicono loro, il “mare blu”.

Nel blu che diventa presto nero, dove la trasparenza dell’acqua regala un brivido anche ai locali, anche se più abituati dei forestieri a vedere quella grande piscina scendere così rapidamente, divenendo oscura nello spazio di pochi passi. Un vero abisso da cui potrebbe apparire all’improvviso un “mostro” marino, come un pesce luna, come talvolta capita anche in Romagna, solo che da noi si spiaggiano morti, lì te li ritrovi tra te e la riva. E come nelle migliori tradizioni, l’ultimo giorno della mia permanenza estiva, prima di tornarci fine anno, oramai al tramonto e proprio mentre stavo risalendo per tornare a casa assieme alla mia ragazza, è arrivato un delfino a salutare gli ultimi irriducibili della spiaggia.

Tutto questo capitava a Soverato, la “perla dello Ionio”, una piccola Rimini sotto molti punti di vista, nel senso che è la città affacciata su quel mare certamente più organizzata per il turismo balneare, con una vasta e bella spiaggia (che potrebbe essere meglio tenuta, come tante altre cose, ma romagnoli si nasce), i bagni, anzi i “lidi”, diversi locali sulla spiaggia, una piacevole “passeggiata”, una piccola zona in centro costellata di locali sul modello delle cantinette riminesi, e se da noi si va in collina a mangiare un cocomero o una piada, lì si sale a Stalettì a prendere una granita eccezionale. Nelle vicinanze c’è pure una frazione che si chiama Rimini, e non gli manca neppure il problema degli scarichi a mare, e come i riminesi anche loro sanno quando è meglio non fare il bagno. Vicinissime dunque Rimini e Soverato… o quasi.

Cartina alla mano, se escludiamo le isole, lungo lo stivale trovate giusto qualche località della costa ionica ancora più a sud ad essere più lontana da Rimini, ma roba di poco. Rimini e Soverato sono separate infatti dalla bellezza di 930 km. Se fate una prova sul popolare sito viamichelin.it, il calcolatore automatico vi informa che muovendosi in auto tra pedaggi e benzina dovrete sborsare 140€. Dipende chiaramente dalla macchina e dalla velocità. Io in 10 ore e a bordo di una Panda diesel 1.4cc, di euro ne ho spesi un po’ meno, esattamente 126. Era il 30 dicembre e viaggiavo da solo. La mia ragazza invece era scesa prima per trascorrere il Natale con i suoi, in treno.

Perché vi sto raccontando tutto questo? Perché la cosa fenomenale di tutta la storia non sta nella bellezza del paesaggio trovato, ma lo scoprire la realtà pazzesca che in un viaggio di quasi 1000 km, una distanza folle in cui le economie di scala e l’economicità delle ferrovie dovrebbero essere esaltate, e oltretutto in un momento in cui il costo della benzina per auto è elevatissimo, un’unica persona a bordo di un’auto, possa spendere meno e far prima che non spostandosi in treno.

Lei, limitandosi solo alla tratta Bologna-Lamezia Terme spese circa 130€, ai quali va aggiunto il costo Rimini-Bologna e quello dei 40 minuti di auto privata tra Lamezia e Soverato, in cui un servizio navetta+ferrovia è disponibile, ma solo se vuoi passare qualche altra ora tra stazioni, bus e treno.

Ieri ho simulato un acquisto sul sito delle Ferrovie per un biglietto di seconda classe da Rimini a Soverato sola andata e i prezzi, per le soluzioni sotto le 11 ore, vanno dai 108 ai 146€, ma anche per viaggi della speranza di oltre 14 ore (sulla carta, perché poi i ritardi abbondano), si sfiorano gli 80/90€. Cioè, basta essere in due che anche una traversata infinita a orari impossibili, cui si devono aggiungere i trasferimenti casa-stazione, diventa più costosa di un viaggio in auto. Per non parlare dei viaggi aerei, spesso ancora più convenienti.

E’ da più di vent’anni che si polemizza sul fatto che le ferrovie italiane non sono sfruttate, che andrebbe incentivato il trasporto su rotaia, che le politiche dei trasporti in questo paese le ha invece guidate sempre la Fiat, che bisogna cambiare. E tutti i politici più o meno lì a sostenere questa necessità di cambiamento. Ma nel 2012 questa è ancora la realtà ferroviaria italiana: un viaggio di 1000 km in auto tutto a carico di un solo passeggero è più conveniente e veloce dell’equivalente in treno.

E con crescente ipocrisia di fronte a una rete ferroviaria che andrebbe potenziata ovunque e ristrutturata a livello generale, con il paese in grandi difficoltà economiche, si sopprimono i tanti treni a lunga percorrenza, mentre con gran sfoggio di presunzione futurista si vogliono destinare tante delle poche risorse che ci sono nel terribile buco mangiasoldi della Torino-Lione, e solo perché il costruirlo oggi è ritenuto più utile che l’usarlo domani.

www.simonemariotti.com

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