Quando il sole della cultura è basso i nani sembrano giganti

Karl Kraus

   
   

Cronaca di un referendum.

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Referendum 2011Il 12 e il 13 giugno gli italiani sono stati chiamati alle urne, a distanza di un mese dalle elezioni amministrative, per esprimere il loro parere su 3 temi diversi tra loro: acqua (2 quesiti: privatizzarla, costi e qualità del servizio) nucleare (1 quesito: per introdurlo in Italia) e il legittimo impedimento (1 quesito:il premier e i ministri non sono presenti in aula, in caso di udienze giudiziarie a loro carico, se ha altri impegni dovuti alla loro carica). Si votava SI’ per dire no e NO per dire sì.

 

Il primo giorno l’affluenza erano già al 41%. Il referendum si è concluso col 57% delle presenze di cui il SI’ era oltre il 90%.

Per raggiungere il quorum c’era bisogno del 50 + 1%.

Un referendum da record, se si considera che non si raggiungeva il quorum e non si vedeva una simile affluenza alle urne da 16 anni.

Dopo il risultato di questo referendum, mi sono ricreduta, almeno in parte, sul fatto che gli italiani non siano dei rivoluzionari: sarà difficile vedere situazioni come quelle viste di recente in Tunisia, in Egitto e in Libia, nel nostro paese, ma più che altro siamo un popolo pacifista, che condanna anche i pochi tumulti che si creano durante le manifestazioni, ma che sa da che parte schierarsi quando l’arma da utilizzare è una crocetta da porre su di un foglio…

Festeggiamenti referendum 2011Come in molti se non tutti i momenti in cui il popolo italiano è stato chiamato a votare, ci sono stati dei retroscena:

Sicuramente in molti sapranno già che agli italiani all’estero sono state spedite le schede di cui una sull’acqua, errata, cioè il testo non era come quello presentato qui in Italia.

Per giunta, il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si è battuto molto perché questo referendum, non venisse fatto, definito da lui e dal suo governo “inutile”. Dopo la minaccia di togliere il quesito sul nucleare, decisione che spetta non al governo ma alla Cassazione, quest’ultima annuncia che invece ci sarà. Berlusconi ricorre alla Consulta che a 5 giorni dall’inizio del referendum emana lo stesso verdetto della Cassazione.

Internet è diventato un ottimo modo per le persone, distanti geograficamente tra loro, per scambiarsi opinioni e infatti, come sottolineato da Marco Travaglio a La7 durante uno speciale sul referendum condotto da Enrico Mentana, Facebook (noto social network) è stato una chiave importante per il risultato clamoroso di questo referendum.

In pochissimi sapranno che alcuni hanno faticato o rinunciato ad andare alle urne: In alcune città,  chi si è recato all’ufficio elettorale si è sentito rispondere che chi aveva perso la tessera elettorale dove fare una denuncia ai carabinieri per avere un duplicato, peccato però che alla caserma ci fosse poi un solo carabiniere a raccogliere tutte le denunce… Molti, trovatosi davanti al tempo da perdere in fila alla caserma, all’ufficio elettorale e poi ai seggi, hanno desistito dall’affrontare tutta la procedura burocratica, evitando di votare.

Come se non bastasse alcuni votanti, hanno trovato il loro nome già iscritto nei registri, come se avessero già Referendum 2011 Internetvotato…

Inoltre, in alcuni seggi era praticamente impossibile votare, per mancanza di scrutinatori, rendendoli così dei seggi fantasma…

E ancora, si sono create, durate queste votazioni, anche situazioni imbarazzanti e a dir poco incostituzionali: infatti, in certi casi, è stato negato il voto ai disabili e ai capolista dei partiti politici…

Venendo a sapere di questi avvenimenti tramite un articolo de “l’Unità” riportato tramite le pagine web di Facebook, mi è venuta in mente una frase che disse un mio professore in procinto di diventare padre, asserendo sul fatto che la moglie, una volta avuta la bambina, sarebbe rimasta senza lavoro. “L’ITALIA E’ UN PAESE IN CUI I DIRITTI, INVECE DI ESSERE ACQUISITI, VENGONO TOLTI.”

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