Quando il sole della cultura è basso i nani sembrano giganti

Karl Kraus

   
   

Decreto sulle intercettazioni.

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Così i corrotti restano impuniti e salvano pure la faccia
I reati di corruzione, sono il peggior crimine contro i cittadini e la comunità. Questi arricchimenti ignobili di pochi ai danni di tutti gli altri, sono responsabili di molta più sofferenza (morti, feriti, invalidi, malati) di quanta non ne facciano insieme rapinatori, delinquenti comuni e terroristi. Pensiamo, per un attimo ai morti ammazzati nei crolli di strade, scuole, ponti, costruiti male per guadagnarci su, ai disastri annunciati,

alle migliaia di vite distrutte con gli inquinamenti e gli avvelenamenti del suolo dell'acqua e dell'aria provocati o perlomeno non ostacolati da politici e funzionari corrotti. Pensiamo alle morti "bianche" nei cantieri e nelle fabbriche, agli ammazzati dalla malasanità...

La sostanziale "accettazione" sociale di questi dei reati di corruzione genera debolezza, difficoltà di crescita e di sviluppo dei territori perché provoca la selezione al peggio della classe dirigente e corrode come un cancro le speranze e le aspettative dei giovani più dotati che vengono sostanzialmente "scacciati" da sistema politico e produttivo che premia i furbi, gli incapaci ed i corrotti. Infine questi reati catalizzano la crescita e lo sviluppo delle mafie e delle criminalità organizzate aprendo loro le porte delle istituzioni e quindi l'ingresso nei grandi affari.

E' difficile quantificare l'ammontare del danno economico che la corruzione genera in Italia. La stima, al ribasso, di 50 miliardi di euro (il doppio della finanziaria della crisi) fatta da Transparency international Italia sui dati di un'analisi della Banca Mondiale, considera solo l'ammontare materiale delle "mazzette" ma non valuta per niente i danni provocati, la mancata crescita. Nè, tantomeno, stima la sofferenza e la perdita di vite umane.

Per secoli, anche in occidente, ed ancora adesso, in qualche stato, la corruzione è punita in maniera severissima anche con la pena di morte, soprattutto in momenti di crisi o guerra, quando ai cittadini si richiede di stringere la cinghia, di sacrificarsi per il bene comune.
In Italia, dove il sistema investigativo/giudiziario riesce a "sanzionare" solo una esigua percentuale di reati, la corruzione ed i reati corruttivi, rimangono sostanzialmente impuniti e le pene previste, prive di reale efficacia, non costituiscono un deterrente adeguato. Tant'è che corrotti e corruttori non vengono percepiti dalla opinione pubblica come pericolosi delinquenti ma come "furbi" quindi perfino da "ammirare".

Corrotti e corruttori in Italia non corrono rischi salvo quello di essere sputtanati dalla pubblicazione delle intercettazioni. Che però non è cosa da poco visto che evoca tangentopoli e che negli ultimi mesi ha provocato dimissioni di ministri e minacciato crisi di governo.
Il DL sulle intercettazioni non ha niente a che spartire con la difesa della privacy e non ci prova neanche ad impedire che gli italiani vengano spiati. Altrimenti interverrebbe sulle centinaia di migliaia di telecamere poste in ogni dove, sui milioni di telefonini che vengono usati per carpire dati sensibili e permettono (non alla magistratura ma a qualunque malvivente) di sentire quello che si dice, sui finti sondaggi che registrano consumi, abitudini e preferenze politiche e religiose, sui browser intelligenti che registrano quello che leggiamo, quello che vediamo, quello che scarichiamo... Paradossalmente il DL sulle intercettazioni non tenta neanche di bloccare le inchieste. Tanto con le varie leggi ammazzaprocesso, quelle sulla prescrizione, un pò di soldi ed un buon avvocato qualunque corrotto o corruttore si trasforma un perseguitato. Il DL sulle intercettazioni interviene e duramente solo sulla pubblicazione delle intercettazioni e di queste sostanzialmente solo sui reati della corruzione.

La riflessione su questo provvedimento non può non tenere in considerazione la crisi economica e la legge finanziaria che dalla crisi ha preso spunto. Questa finanziaria non mette le mani nelle tasche degli italiani "ricchi". Non tassa le rendite finanziarie ed i proventi dei giochi di borsa che sono stati causa della crisi, non tassa i grandi patrimoni e le grandi rendite, non tassa più neanche il cumulo tra le pensioni d'oro ed i vari redditi da incarichi e consulenze, non recupera l'ICI sulle seconde e terze case. Questa legge semplicemente ruba di tasca, rapina, una media di 15.000 euro cadauno a centinaia di migliaia di lavoratori che stavano per andare in pensione. Ruba la misera pensione di invalido a persone con l'80% di invalidità (storpi, ciechi, sordi, monchi e malati vari). Blocca gli stipendi degli statali che già erano tra i più bassi d'Europa.
Il tutto per recuperare una trentina di miliardi. Quando i soldi delle corruzioni sono centinaia di miliardi, quando i soldi dell'evasione sono centinaia di miliardi.

Gli Italiani sono pazienti come asini. Ma anche gli asini si incazzano quando sentono i "furbi" scialare sul businnes del terremoto dell'Aquila o che dispensano appalti miliardari in cambio di case gratis e servizietti.

Per questo il decreto sulle intercettazioni mette un bavaglio alla libertà di stampa. Non sanziona pesantemente solo la pubblicazione delle intercettazioni, ma rende reato e persegue la pubblicazione di ogni atto giudiziario anche quando non coperto da segreto istruttorio. Con la conseguenza di nascondere eventuali soprusi ai danni di persone deboli ed innocenti e salvare anche la faccia a chi con i soldi ed il potere pur pesantemente colpevole riuscirà a farla franca per prescrizione o altre leggi ammazzaprocessi.
Bloccare questa legge è un dovere per qualunque cittadino di centro, di destra e soprattutto di sinistra. Paventare pericoli per la libertà e la democrazia non è più gridare: al lupo! Il lupo è già qui.
Sulle TV monocratiche si irride nei confronti di chi ad ogni nuova legge manifesta timori per la diminuzione delle libertà e della democrazia.

Forse è vero:
- Il monopolio delle Tv private nelle mani di chi fa politica da solo non mina la democrazie e le libertà;
- Il dominio delle TV private e delle TV pubbliche da parte del presidente del consiglio da solo non mina la democrazie e le libertà;
- La legge elettorale porcata che consente di nominare deputati e senatori da sola non mina la democrazie e le libertà;
- Le leggi che consentono a chi comanda di non essere sottoposti a giudizio da sole non minano la democrazie e le libertà;
- Le leggi sulla prescrizione facile e veloce di determinati reati e la cancellazione di altri da sole non minano la democrazie e le libertà;
- Il rafforzamento dell'esecutivo, l'indebolimento progressivo di tutte le istituzioni preposte al controllo e l'utilizzo del voto di fiducia tutte queste cose da sole non minano la democrazie e le libertà;
- L'utilizzo delle gestioni commissariali per eludere i controlli da solo non mina la democrazie e le libertà;
- L'atteggiamento politico e i provvedimenti amministrativi discriminatori nei confronti di altre etnie e religioni e nei confronti degli omosessuali ancora da sole non minano la democrazia e le libertà;
- Forse anche questo incredibile decreto che mette il bavaglio alla stampa e che tutto il mondo libero ci sta criticando, da solo non mina la democrazie e le libertà.

Forse queste singole cose non fanno dell'Italia un paese senza libertà e senza democrazia.

Ma come diceva Totò è la somma che fa il totale. E la somma di queste schifezze fa assomigliare l'Italia più ad un sultanato che ad una nazione europea.

Il discrimine, la linea Maginot o, se preferite la linea del Piave è questo decreto. Su questo decreto si misura la forza dei democratici e liberali italiani.

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