Quando il sole della cultura è basso i nani sembrano giganti

Karl Kraus

   
   

NO-PROFIT

Quando la solidarietà è solo una parola.

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Siamo tutti bravi a parlare di solidarietà e di aiutare il prossimo e spesso c’è anche il desiderio reale di fare qualcosa per gli altri, talvolta questo sentimento porta le persone a intraprendere strade lavorative nel sociale

Alla fine nel concreto, e nella vita di tutti i giorni, ci si trova ad avere a che fare con la burocrazia.

 

A volte sembra che le così dette “scartoffie” siano più importanti  della salute e, a volte della stessa vita delle persone.

Di esempi da fare in tal proposito ne ho parecchi: mi è stato raccontato da una persona che ha effettuato servizio civile in una casa di cura per anziani, che non essendo un operatore nel sociale, nel caso un anziano fosse caduto a terra, non poteva aiutarlo ad alzarsi, ma doveva andare a chiedere aiuto a qualcuno di qualificato.

Potete immaginare anche solo per un momento la situazione?

Una persona a terra che, vista l’età, potrebbe essersi rotta il femore (cosa molto frequente negli anziani), con diverse parti del corpo doloranti dovute all’urto col suolo, che chiede aiuto per rialzarsi e la persona che fa servizio civile, nonostante sia lì e abbia visto la scena, deve lasciare la persona in quello stato per andare a cercare qualcuno che ha un pezzo di carta che attesta che può alzare le persone da terra, nel caso in cui cadano…

Le persone che svolgono lavoro nel sociale, non si sono scelte certo un lavoro semplice: alzare le persone dal letto, alimentarle, assicurarsi che esse prendano le medicine, che svolgano le attività previste per loro, non è cosa da poco, se si pensa che si ha a che fare con persone, con i loro difetti, i loro pregi e le loro imprevedibilità.

Gli operatori del sociale quindi, saranno sicuramente intenti in altre mansioni quando l’impiegato nel servizio sociale andrà da loro a riferire la questione e chi ci rimetterà alla fine, sarà l’anziano caduto a terra.

Altro episodio che mi è stato riferito è quello che vede come protagonista un taxista che per facilitare un passeggero disabile, è fuoriuscito dall’area destinata ai taxi, perché così si sarebbe trovato più vicino alla sua meta. Un vigile lì presente, l’ha visto e l’ha multato.

E’ di pochi giorni fa il caso di un senza tetto che non è stato soccorso, nonostante si fosse sentito male di fronte ad un ospedale, per il semplice fatto che non era giunta una chiamata telefonica al centralino della struttura sanitaria, fatto fondamentale perché qualcuno potesse intervenire.

Davanti a questo episodio fa ridere pensare che in Italia esiste una legge che punisce chi non offre soccorso a chi è in difficoltà (omissione di soccorso).

Tramite un Talk Show sono venuta a conoscenza di un fatto che evidenzia in maniera netta l’amore verso il prossimo e la rigidità della burocrazia: un uomo che si trovava in un paese estero, all’interno della comunità europea, ha visto un bambino in gravi condizioni di salute e ha deciso di portarlo in Italia affinché potesse essere curato. L’uomo è stato accusato di aver portato in Italia un clandestino ed avendo utilizzato un mezzo dell’azienda per cui lavorava, è andata sotto torchio l’azienda stessa, che è stata sul punto di chiudere e di lasciare a casa circa 30 persone…

La burocrazia a volte può essere persino contraddittoria: qualche anno fa un’imbarcazione avvistò una nave di clandestini diretta verso le coste italiane, in difficoltà; per aiutare quella povera gente, l’attraccò e la condusse in porto. L’equipaggio della nave aiutante è stato denunciato per aver facilitato lo sbarco dei “fuorilegge”.

La settimana dopo due imbarcazioni differenti si ritrovano nelle medesime condizioni: l’imbarcazione aiutante, questa volta, sapendo a cosa andrebbe incontro, segnala solo ai guardia costiera la situazione precaria dell’imbarcazione carica di clandestini ma non fa nulla per aiutarla: viene denunciata per omissione di soccorso.

E la lista degli episodi potrebbe protrarsi…

La soluzione per agevolare le azioni altruiste di cui tanto si parla e che si cerca tanto di incentivare è avere regole più chiare e decise in base al bene comune e soprattutto prendere in esame ogni singolo caso in base alle reali intenzioni di chi le ha compiute, piuttosto che ragionare in base ai codici.

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