Quando il sole della cultura è basso i nani sembrano giganti

Karl Kraus

   
   

NO-PROFIT

Intervista al Presidente dell'A.I.D.O. , Vincenzo Passarelli.

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Logo AIDOQuando la vita giunge al termine, si ha la possibilità di donare gli organi, così che un’altra persona possa vivere grazie a noi e, perché no, continuare a vivere attraverso di essa. Abbiamo voluto saperne di più, se questo tema non sempre trattato a dovere, e abbiamo intervistato Vincenzo Passarelli, presidente dell’A.I.D.O.

Qual è il suo ruolo all'interno dell'associazione? Quali sono i suoi compiti?

Come Presidente pro-tempore, oltre ad essere il rappresentante legale dell’Associazione, coordino le attività associative sia a livello nazionale che internazionale; curo i rapporti con le Istituzioni (Ministero della Salute, Conferenza Stato Regioni, Centro Nazionale Trapianti, Società Scientifiche del settore trapianti) e con i mass-media.  Inoltre convoco e presiedo il Consiglio Direttivo, la Giunta di Presidenza e la Conferenza dei Presidenti regionali. Naturalmente tutto questo lavoro è svolto in modo volontario e non retribuito.

Di cosa si occupa esattamente l' A.I.D.O.?

Le finalità  dell’A.I.D.O. sono: la promozione, in base al principio della solidarietà sociale, della cultura della donazione di organi, tessuti e cellule; la promozione della conoscenza di stili di vita atti a prevenire l’insorgere di patologie che possano richiedere come terapia il trapianto di organi;
la raccolta di dichiarazioni di volontà favorevoli alla donazione di organi, tessuti e cellule post mortem. Ricordo che A.I.D.O. – Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule – Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale (ONLUS) – fondata 37 anni fa a Bergamo, con sede legale a Roma è costituita tra i Cittadini favorevoli alla donazione volontaria, post mortem, anonima e gratuita di organi, tessuti e cellule a scopo di trapianto terapeutico. E’ una organizzazione apartitica, aconfessionale, interetnica, senza scopo di lucro, fondata sul lavoro volontario. Essa opera nel settore socio-sanitario ed ha l’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale. E’ strutturata su tutto il territorio nazionale con 22 Sedi regionali, 102 Sezioni Provinciali, più di 2000 Gruppi Comunali e Zonali.

In quali situazioni c'è bisogno di un trapianto di organi/tessuti?

L'indicazione al trapianto è l'insufficienza irreversibile di organi vitali. In particolare, in caso di insufficienza cardiaca, epatica, o polmonare, il trapianto è la sola terapia in grado di assicurare una sopravvivenza che altrimenti risulterebbe impossibile. In caso di insufficienza renale, il trapianto cambia radicalmente la qualità di vita di pazienti costretti alla dialisi dalla loro malattia. Negli ultimi anni le indicazioni al trapianto sono state  ampliate e anche malati con più di sessant'anni possono, se in buone condizioni generali, essere trapiantati con successo.

Oggi come oggi, qualsiasi organo si può trapiantare?

Teoricamente si possono donare tutti gli organi, ad eccezione dell'encefalo, che non è un organo ma la sede del nostro essere persona, e delle gonadi che contengono il nostro patrimonio genetico.
Attualmente gli organi che si possono prelevare  e trapiantare sono i reni, il fegato, il cuore, il pancreas, i polmoni e l’intestino, mentre i tessuti sono le cornee, il tessuto osseo, le cartilagini, i tendini, la cute, le valvole cardiache, i vasi sanguigni.

Chi può essere sottoposto a trapianto?

Le persone che hanno bisogno di ricevere un trapianto vengono inserite in specifiche liste di attesa per garantire la massima trasparenza dei processi di selezione e di priorità degli interventi di trapianto.

Come si fa a sapere se una persona è davvero morta?

Una persona è morta quando la sua attività cerebrale è completamente cessata.  La morte, secondo la Legge n. 578 del 29.12.1993 – art. 1, viene così definita: La morte si identifica con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo. La cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo e, quindi,  la morte si può determinare: per arresto cardiaco e  per lesione encefalica primitiva (danno cerebrale totale). La definizione contenuta nella normativa italiana trova la sua radice nella Dichiarazione di Harvard del 5 agosto 1968 – condivisa dalla comunità scientifica mondiale e accettata da tutti gli Stati scientificamente evoluti - che individua l'encefalo come organo coordinatore dell'integrazione corporea. La Commissione stabilì, nel suo rapporto conclusivo, che la morte coincide con il "momento in cui il sistema fisiologico dell'organismo cessa di costituire un tutto integrato". In altre parole venne ufficialmente riconosciuto che la morte del tessuto encefalico, che dà origine a tutti i processi vitali, coincide con la morte dell’individuo.

Noi spesso aggiungiamo aggettivi alla parola "morte". Gli aggettivi “violenta”, “naturale”, “accidentale” servono a darci informazioni in più sul modo in cui si è arrivati all'evento morte.

Gli aggettivi "encefalica",  "cardiaca" ci forniscono le informazioni necessarie alla individuazione dei criteri secondo i quali la morte deve essere accertata e certificata.

La morte quindi è sempre la morte dell’encefalo e pertanto la morte non è aggettivabile in quanto esiste una sola morte.

DISTINZIONE TRA MORTE E COMA

È necessario distinguere con estrema chiarezza tra la morte encefalica che, è morte senza altre aggettivazioni, e altri eventi che non hanno nulla a che vedere con essa: come il “coma” e lo “stato vegetativo”. Il coma è una condizione clinica che deriva da un'alterazione del regolare funzionamento del cervello. Lo stato di coscienza è compromesso. Ma anche nei casi più gravi di coma parte delle cellule cerebrali sono vive come può essere rilevato dall’elettroencefalogramma e da altre metodiche. Esistono diversi stadi di coma, che è un processo dinamico, infatti può regredire o progredire, e dalla fase acuta può prolungarsi fino allo stato vegetativo.         Siamo in presenza di pazienti vivi che devono ricevere ogni cura. Dal coma infatti ci si risveglia in una altissima percentuale di casi (oltre il 75/80%), e il personale dei reparti di rianimazione e delle unità di terapia intensiva (UTI) lavora proprio per questo. Anche nello stato vegetativo parte delle cellule cerebrali sono vive. Il paziente può respirare in modo autonomo, mantiene vivacità circolatoria, respiratoria e metabolica. Anche lo stato vegetativo non è mai irreversibile. Perfino in questi casi, sebbene molto raramente, si può tornare a uno stato di “parziale coscienza”, a volte dopo anni. Sono i cosiddetti "risvegli miracolosi" di cui parlano i giornali. In realtà proprio questi stati di prolungata assenza di coscienza, che durano anche moltissimi anni, dovrebbero fugare i dubbi di quanti temono (nel pensare comune) che si "stacchi la spina" ( cioè si sospendano le terapie e la ventilazione assistita)  a persone ancora in vita. Nel coma e negli stati vegetativi la persona non è cosciente, ha perso la capacità di controllare alcune funzioni fondamentali, ha sicuramente una sofferenza delle sue cellule cerebrali e, in molti casi, anche il danneggiamento gravissimo o irreversibile di parte di queste, ma è viva. Nella “morte encefalica”  la persona invece è morta in quanto ha perso tutte le funzioni dell'encefalo e non, come nei vari stadi del coma, singole funzioni cerebrali. E' per questo motivo che la legge definisce la morte come cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo.

Donazione organiACCERTAMENTO DI MORTE ENCEFALICA

La legge prevede che l’accertamento di morte sia fatto dal collegio medico, nominato dalla Direzione Sanitaria dopo la segnalazione di diagnosi di morte  eseguita dal medico curante (rianimatore).    Il Collegio è composto da:

- un medico legale (o un anatomo-patologo)

- un medico specialista in anestesia e rianimazione (diverso dal medico curante)

- un medico neurofisiopatologo (o un neurologo esperto in elettroencefalografia).

 Il Collegio medico procederà, come previsto per legge, alla rilevazione simultanea dell’assenza dello stato di coscienza, dell’assenza dei riflessi del tronco-encefalico e del respiro spontaneo, e del silenzio elettrico cerebrale (EEG).Detta rilevazione dovrà essere effettuata all’inizio e alla fine dell’osservazione che non dovrà essere inferiore alle 6 ore. Al termine dell’accertamento il Collegio Medico deve esprimere parere unanime sul momento della morte.

FASE SUCCESSIVA ALLA CERTIFICAZIONE DI MORTE

Dal momento della certificazione del decesso tutte le terapie verranno sospese, si procederà al distacco dalle apparecchiature di ventilazione assistita e il cadavere verrà inviato in obitorio. Solo nel caso in cui non vi sia opposizione al prelievo di organi la ventilazione assistita verrà mantenuta fino alla fine dell'intervento chirurgico di prelievo. Nessuno può opporsi alla sospensione delle terapie e della ventilazione assistita, neppure la famiglia, poiché il soggetto è ormai cadavere.

VERIFICA DISPONIBILITA' ALLA DONAZIONE

Tutti i soggetti sottoposti ad accertamento e certificazione di morte encefalica sono valutati come potenziali donatori di organi e quindi segnalati al Centro Regionale Trapianti (C.R.T.).  La legge 1 aprile 1999 n.91 prevede che in tutti i casi di certificazione di morte accertata con criterio neurologico (“morte encefalica”) venga verificata la disponibilità alla donazione di organi e tessuti. Detta disponibilità deve essere rilevata all'inizio dell’accertamento di morte attraverso la verifica della presenza o meno,  della dichiarazione di volontà, nel sistema informativo (SIT) del Centro Nazionale Trapianti e con un  colloquio con i familiari. In presenza di espressione scritta in vita, da parte del defunto, la legge impone il rispetto di quanto da quest'ultimo sottoscritto. In assenza di espressione in vita, i familiari  aventi diritto potranno opporsi o meno al prelievo degli organi testimoniando l’eventuale scelta che avrebbe fatto il loro congiunto. L'eventuale opposizione al prelievo da parte dei familiari deve essere rilasciata per iscritto.

Anche qui in Italia c'è la possibilità che un organo venga venduto?

Nel nostro paese abbiamo una tracciabilità assoluta degli organi e quando un organo viene dall’estero deve arrivare attraverso un nostro organismo istituzionale e avere una precisa identificazione. Nella rete italiana un organo o un tessuto non entra senza la carta d’identità. E già che parliamo di questo problema sfatiamo un altro mito: gli adulti non possono usare organi prelevati da bambini. Quindi l’allarme su possibili omicidi di bambini di strada per il prelievo di organi non ha fondamento. A livello internazionale un vero problema è il cosiddetto turismo trapiantalogico. Ci sono dei paesi dove è possibile comprare reni da donatori viventi, E questo fenomeno della “donazione dietro pagamento” è piuttosto preoccupante, anche perché si realizza in situazioni dove i controlli e la sicurezza sono scarsi. Ma per il momento non abbiamo però notizia di broker italiani.

Chi volesse donare i propri organi come può fare? E' vero che il silenzio è assenso?

Possiamo manifestare la nostra volontà sulla donazione di organi e tessuti:

- presso gli appositi sportelli delle Aziende sanitarie;

- presso gli uffici anagrafe dei comuni che partecipano attivamente a campagne per la promozione della donazione;

- con il tesserino blu inviato dal Ministero della salute nel 2000 o le tessere delle Associazioni di Donatori e di Malati;

- con una dichiarazione in carta libera completa di tutti i dati personali, datata e firmata;

La dichiarazione depositata presso le Asl, gli uffici anagrafe e l’A.I.D.O. Associazione Italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule  è registrata e consultabile attraverso il sistema informativo trapianti.

Attualmente nel Sistema Informativo Trapianti sono presenti le dichiarazioni di volontà (circa 100.000)  che i cittadini hanno rilasciato presso gli sportelli delle  Aziende Sanitarie Locali e dal 6 maggio 2010 le dichiarazioni di volontà raccolte dall’A.I.D.O. (Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule). Risale al 2008, di fatti, la consegna di un "assegno" da un milione di firme da registrare nel Sistema Informativo Trapianti (SIT) da parte del presidente dell’A.I.D.O. Le firme in questione sono quelle di tutti gli iscritti all'Associazione, un milione di donatori che negli anni hanno espresso la dichiarazione di volontà alla donazione degli organi presso l'AIDO. I volontari delle 102 sezioni provinciali dell'A.I.D.O. hanno informatizzato tutti gli atti olografi raccolti sul territorio in un sistema informativo (SIA) che è connesso a quello del CNT. E’ quindi possibile consultare sul sito del CNT, alla voce SIT, non solo il totale aggiornato delle dichiarazioni di volontà raccolte dall’A.I.D.O. ma anche la loro suddivisione per regione e provincia. Riguardo al silenzio-assenso: il principio del silenzio assenso informato (capo II, legge 1 aprile 1999, n.91)  non è ancora applicato, in quanto non è stata ancora costituita un’anagrafe informatizzata dei cittadini assistiti dal Servizio Sanitario Nazionale. Attualmente a tutti i cittadini viene data la possibilità, non l’obbligo di esprimere la propria volontà sulla donazione dei propri organi e tessuti a scopo di trapianto dopo la morte. Il sistema scelto in via transitoria non è il silenzio assenso, ma il consenso o il dissenso esplicito (art. 23 della legge n.91/99 del 1 aprile del 1999). Se un cittadino non si esprime è previsto dalla legge la possibilità per i familiari (coniuge, convivente more-uxorio, figli, genitori) di opporsi al prelievo. In ogni caso il prelievo non ha luogo se viene presentata una dichiarazione del donatore, contraria alla donazione, successiva alla precedente dichiarazione positiva.

Ad una persona che non vuole donare gli organi/tessuti per paura di salvare la vita ad un assassino, un pedofilo o via dicendo che cosa risponderebbe?

Essere favorevole alla donazione di organi  e tessuti in vita o dopo la propria morte non è solo un gesto di solidarietà, ma anche una scelta giusta. Nel mondo le persone che si ammalano e necessitano di un trapianto sono molte di più degli organi che vengono donati. Ognuno di noi potrebbe averne bisogno in futuro. Quindi essere tutti favorevoli alla donazione permette di aumentare gli organi disponibili e garantire in futuro, se ce ne fosse bisogno per noi o per un nostro caro, la possibilità del trapianto.

Vuole aggiungere qualcosa che non è stato detto?

Nonostante l’incremento delle donazioni negli ultimi anni, il numero di pazienti in lista d’attesa (9.000 circa) continua a dimostrare come la rete trapiantologica  e la società tutta deve continuare a impegnarsi a fondo per promuovere la cultura della donazione al fine di soddisfare il numero maggiore di richieste possibili.

Ringraziamo Vincenzo Passatelli per la disponibilità accordataci.

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Commenti   

 
0 # Federica Rubini 2011-07-01 18:41
http://www.giornalettismo.com/archives/129488/la-morte-che-salva-la-vita/
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