Quando il sole della cultura è basso i nani sembrano giganti

Karl Kraus

   
   

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L'acidificazione, una violenza che deturpa il volto delle donne.

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donna sfregiataAcidificazione – Un termine duro che sta a rappresentare un fenomeno inquietante che avviene soprattutto in Bangladesh, Nepal e Pakistan: con questa parola si indica infatti lo sfiguramento delle donne tramite l’acido, liquido corrosivo, che lascia i segni del suo passaggio anche dopo molti interventi chirurgici.

Le donne subiscono questa pratica soprattutto per mano di uomini, per motivi futili: gelosia, richieste di matrimonio respinte o dopo essersi rifiutate di avere rapporti sessuali. A volte anche essere troppo belle comporta questa punizione.

C’è da sottolineare che a volte è utilizzato il fuoco che riesce comunque a danneggiare una donna per sempre alla pari dell’acido, che in questi paesi si trova in grandi quantità a poco prezzo.

La sostanza utilizzata lascia non solo problemi legati all’estetica - perché il viso viene ustionato e in seguito, rimangono vistose cicatrici sulla pelle - ma anche funzionali: questo liquido corrode i tessuti e spesso le vittime, soprattutto bambine e adolescenti che riescono a sopravvivere, riscontrano problemi come cecità, sordità, limitazioni del viso, problemi di respirazione e di masticazione, senza sottovalutare i danni psicologici che una simile esperienza implica.

La “Depilex Beauty Clinic and Istitutes” è un centro di bellezza, il più frequentato dai quartieri chic di Lahore, Pakistan. Qui le donne che fanno parte del personale e che si prendono cura delle clienti, hanno perso loro, in prima persona, la bellezza.

Intervista realizzata dal programma Le IeneOltre al grave danno che subiscono le vittime dell’acidificazione, si ritrovano anche emarginate dalla società: nel 2000 è stata fondata a Roma l’associazione Smile Again, il cui scopo è quello di aiutare queste donne a ricostruirsi una vita dopo essere state aggredite, garantendo loro una formazione professionale, che le renderà indipendenti e soprattutto riuscire a raccogliere fondi sufficienti per pagare gli interventi chirurgici a cui queste donne devono sottoporsi: un solo intervento costa 25 mila rupie – 210 euro circa – ma ogni vittima deve tornare sotto i ferri parecchie volte per minimizzare le cicatrici.

L’acidificazione è una sorta di tabù e c’è bisogno di infrangerlo per combattere questo fenomeno che mira ad intaccare la femminilità di chi lo subisce, ma i volti di queste donne sono la miglior testimonianza di ciò che accade.

Anche il programma televisivo Le Iene si è occupato di questo fenomeno:

(Prima parte) http://www.youtube.com/watch?v=b4wISY9mV80

(Seconda parte) http://www.youtube.com/watch?v=SJlE6GwhFDo&feature=related

Per fare donazioni o avere maggiori informazioni, visitate il sito:

http://www.smileagain.it/

Fonti:

http://www.smileagain.it/smileagain/home.html

http://it.wikipedia.org/wiki/Associazione_di_volontariato_Smileagain

Rivista: “Elle” di marzo 2010; articolo: “L’Istituto delle bellezze violate”

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Commenti   

 
0 # vitall.it 2015-08-12 13:08
Ben scritto, ero alla ricerca di qualcosa di simile, e sono
venuto qui, sono felice perché finalmente qualcuno scrive sinteticamente e al punto.
Seguirò la pagina
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