Quando il sole della cultura è basso i nani sembrano giganti

Karl Kraus

   
   

MUSICA

Quegli artisti che si vendono...

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Folla ad un concertoSempre più artisti vengono accusati di “vendersi”, per via di alcune scelte riguardanti la loro carriera.

Non c’è bisogno che faccia esempi o dica nomi: chi sta leggendo queste parole, ha almeno un gruppo o un cantante in mente.

 

Chi ha un sogno, il talento e la passione per la musica, almeno una volta avrà sognato di diventare un personaggio importate, almeno in una occasione avrà pensato “Se fossi proprio io ad essere quell’1 su 1000 che ce la fa?”

E alcuni ce la fanno sul serio!

Ma se da una parte si ha la possibilità di realizzare un sogno, dall’altra  c’è il rovescio della medaglia: chi investe su di te vuole rientrare delle spese (ad esempio quelle sostenute per produrre un album) e il suo guadagno, ovviamente.

Chi ha un contratto importante deve far tornare i conti e la possibilità di far sentire la sua “roba”ad un pubblico più vasto è certamente un inizio, ma il prodotto da vendere rimane la musica: l’unico modo perché piaccia è renderla più orecchiabile. Questo non è vendersi e semplicemente trovare un compromesso. Essere più commerciali fa semplicemente parte del gioco.

Un artista, secondo il mio parere, si vende nel vero senso della parola se cambia genere musicale solo per attirare le masse. Un Artista – e la maiuscola non è a caso – deve essere il primo a cui piace la propria musica; se non ci mette l’anima in quello che fa, la gente lo capisce e lo scarta, preferendo altri progetti.

E’ sempre il pubblico che sceglie.

Il cambio di genere musicale, ci può stare solo se l’Artista, si sente stretto in quello che fa e vuole trovare un’altra forma di espressione.

A tutto questo c’è da aggiungere che i testi di un cantante o di un gruppo non potranno MAI essere quelli che faceva all’inizio della sua carriera, a distanza di anni: se così fosse, vorrebbe dire che come artista e come persona ha avuto zero esperienze e zero emozioni nuove. Questo è capibile anche dal semplice fatto che le canzoni sono la parte più profonda di un artista e quindi mutano, di pari passo, con l’evoluzione naturale della persona.

Come ultimo punto ci tengo a sottolineare che se un persona o un gruppo decidono di cimentarsi in un campo diverso dal proprio “di origine” non è necessariamente per business, ma per mettersi alla prova e, in alcuni casi, per raggiungere una fascia di persone a cui altrimenti non si riuscirebbe ad arrivare o ancora, perché nonostante il talento che si può avere, non si riesce a dire tutto ciò che si vorrebbe tramite i testi delle canzoni e la musica.

Stesso discorso vale per le collaborazioni con altri cantanti che hanno scelto un genere di musica diverso; spesso i così detti “featuring”, nascono da legami di amicizia.

Ho scritto questo articolo perché stanca di leggere frasi di fan o ex-fan verso cantanti e gruppi che hanno cambiato il loro percorso artistico.

Questo articolo corrisponde al mio punto di vista e perciò può anche essere sbagliato.

   
   
   
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