Quando il sole della cultura è basso i nani sembrano giganti

Karl Kraus

   
   

MUSICA

A Michael Jackson: l'alieno che portò un po' di Luna sulla Terra.

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michael jacksondi Angela Baldassarre

Sono passati mesi dalla notizia dell’improvvisa morte di Michael Jackson, il personaggio forse più discusso e celebrato degli ultimi vent’anni e a quanto pare il fatto sembra aver perforato poco o niente gli adamantini pomeriggi vacanzieri del sud Italia.

In tutto il mondo si sono registrati concerti, manifestazioni e tributi di ogni genere in onore di colui che è coralmente definito il King of the Pop, il ballerino numero uno al mondo, la voce più fascinosamente indefinibile degli ultimi anni... Ma ciò non sembra aver catturato a sufficienza l’attenzione del nostro "establischement" culturale! Mi consola l´idea che non a tutti piace ciò che piace a noialtri  (e a milioni e milioni di individui di ogni razza, sesso, età ed estrazione culturale) o l´idea che le vicissitudini della tormentata vita privata abbiano oscurato il "performer" per eccellenza rendendolo agli occhi dell’uomo medio il mostro, il pedofilo. Ricordo, per onor del vero, che Michael Jackson fu accusato due volte di abusi sessuali nei confronti di minori, pare che approfittasse di loro nelle stanze del fantasmagorico Neverland Valley Ranch in California. Una prima volta riuscì a scongiurare l’incriminazione corrispondendo alla parte lesa una consistente somma di danaro (ciò significa che due genitori ai quali un individuo ha violentato il figlio accettano di non farlo processare in cambio di molto danaro...), successivamente dovette sostenere un processo che si concluse con l’assoluta dichiarazione di innocenza per tutti i capi d’imputazione mossigli. Michael spiegò poi di aver pagato con la speranza di frenare quella liturgia mediatica che, trascinata troppo a lungo, avrebbe foraggiato una marea di alligatori, a cominciare dai tabloid stessi che, in effetti, hanno speculato da sempre sulla gallina dalle uova d’oro nata nell´Indiana nella tarda estate del ‘58.

michael jacksonQuella di Michael Jackson sembra davvero la storia infinita, in cui un pettegolezzo riesce a produrre innumerevoli situazioni dando adito a voci che a loro volta ne generano altre, fino ad avvoltolare una matassa di ambiguità difficile da districare. Ciò che intristisce è notare come molte delle indiscrezioni diffuse su questo artista vengano molto poco vagliate e, chissà come mai, lasciate spesso nel dimenticatoio le smentite e i contradditori. Si grida ai quattro venti che Jackson è un pedofilo, ma poi quasi quasi ci si dimentica di dire che è stato dichiarato completamente innocente. Tutti sanno che si è sottoposto ad innumerevoli interventi di chirurgia estetica e di schiarimento della pelle, ma sono pochi a dirci che dichiarò di essere affetto da una malattia della pelle, la vitiligine, che gli creò non poco imbarazzo o di essere stato pesantemente deriso dal dispotico padre per l´enorme naso che gli era venuto fuori nella pubertà o di essersi gravemente ustionato il cuoio capelluto mentre girava uno spot della Pepsi, o ancora di essersi spaccato il naso durante una delle interminabili prove per i suoi concerti. Ognuno di noi è libero di credere o meno a ciò che racconta l´artista, ma non può nello stesso tempo non applicare il principio del "beneficio d´inventario" anche per lui. Converrete che, storie a parte, chiunque può fare del suo naso o del suo viso ciò che più desidera, così come avere i gusti sessuali che più preferisce (non mi riferisco naturalmente alla pedofilia ma al fatto che MJ fu ossessivamente sospettato di essere omosessuale e impotente). Converrete che un essere umano che da più di venti anni si trova nell´occhio del ciclone possa dar conto o meno dei suoi movimenti, dei suoi amori, delle sue eccentricità. Si... perché Michael Jackson ad un certo punto della sua carriera fu definito bizzarro, eccentrico, come se si stesse parlando di un funzionario qualsiasi e non di un genio della musica e dello spettacolo. Come potrebbe un uomo dotato fino a quei livelli  pensare ed agire come noialtri?

Si disse poi che era un solitario, ed ogni volta riflettevo su come mi sarei sentita al suo posto, da un lato costantemente spolpato da agenti e falsi consiglieri, dall’altro venerato da milioni di persone e circondato da voci, urla, contatti umani che seppur amorevoli erano davvero troppi per una persona sola. Tutti hanno bisogno di un po’ di silenzio, di un po’ di spazio e forse Michael, che di mestiere non faceva proprio il bibliotecario a volte ne era disperatamente alla ricerca. Spendeva molti soldi in cose effimere, era l’edonismo fatto carne ma forse amava solo le cose belle e voleva circondarsene in un mondo pieno di grossolanità ... e poi sempre meglio che investire in armi! Era un esaltato, a momenti di cupa misantropia intervallava momenti di folle autocompiacimento di fronte al pubblico adorante, qualcuno parlò addirittura di "michaelomania" ...  invece era forse fin troppo modesto rispetto ai sentimenti ed alle emozioni in grado di suscitare nell’animo della gente. Capacissimo di smuovere montagne di fans da tutte le parti del mondo con un solo acuto o un solo movimento della caviglia, come poteva, nei momenti migliori, rimanere disciplinato e non ubriacarsi in quel fiume di amore ed onore riversatogli costantemente addosso?

passo smoothleanDi fronte ad un talento di qualità superiore, il corpo però stenta a reggere ed è questo l’insegnamento che ci pare di distillare dalla sua strana storia. Uno che prova mille volte un passo affinché gli venga perfetto, uno che racconta che gli veniva da vomitare alla sola presenza del padre-manager, che è da sempre circondato da medici serpenti, vipere, galoppini e per di più abbastanza fragile da accorgersene o che deve sopportare un processo durissimo sapendo di essere innocente, non può alla fine  che "dipendere" da qualcosa che gli dia l’illusione dell’atarassia.

Oggi i milioni di fans, i veri conoscitori della sua arte e della sua personalità, lo assolvono in pieno; per quanto ci riguarda, privi del dono del giudizio salomonico, lo celebriamo per la sublime maestria nel fare la sua arte. Se nella vita commise un errore vogliamo servirci della saggezza popolare immaginandolo nel mondo della Verità, ma chiediamo almeno che fra una sagra ed una tavola rotonda si ricordi l’alieno che portò un po’ di Luna sulla Terra e che in questo momento, come mi è capitato di leggere da qualche parte sulla Rete, probabilmente sorride insegnando il "moonwalk" a Dio!

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