Quando il sole della cultura è basso i nani sembrano giganti

Karl Kraus

   
   

MUSICA

Musica "leggera".

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pirateriaLe nuove tecnologie, ed in particolare internet, hanno rivoluzionato il nostro modo di comunicare, parlare e pensare abbattendo molte barriere spazio-temporali ed entrando prepotentemente nelle nostre vite. Il sogno di avere tutto il mondo “a portata di click” sta diventando realtà.
L’avvento del digitale ha reso più facile il trasferimento di documenti, immagini, video e tracce musicali offrendo agli utenti nuove possibilità, dalla condivisione di file all’acquisto on-line.
Tutto ciò ha segnato l’nizio, verso la fine degli anni ’90, della crisi delle case discografiche. Una volta svincolata dal supporto fisico, la musica ha infatti assunto una nuova natura sul web e il difetto delle case discografiche è stato proprio quello di non aver intuito subito la portata di questo cambiamento.
Dalle registrazioni fonografiche ai dischi fonografici, 45 e 33 giri, dallo Stereo 8 alle musicassette, fino all’arrivo del CD, la musica ha progressivamente cambiato supporto fino a divenire digitale, priva dell’elemento materiale e quindi più “leggera” e maggiormente fruibile.
Decisiva, nell’ambito della diffusione della musica in internet, è stata l’invenzione di una tecnica di compressione da parte del Moving Picture Experts Group, comunemente chiamato MPEG 1, che aveva lo scopo di riproporre in formato digitale la stessa qualità delle VHS. Da questa tecnica è nato il famoso formato MP3, che non è altro che lo standard audio MPEG 1 Layer 3.
Grazie a questo tipo di compressione internet è diventato il mezzo principale di diffusione della musica, infatti con la tecnica MP3 un brano può essere compresso fino ad 11 volte, ed essere trasferito in pochi minuti.
Ma la svolta decisiva in questo senso si deve a un liceale americano, Shawn Fenning, ideatore di Napster, un canale detto “peer-to-peer” (scambio alla pari). In poche parole tutti gli utenti del sito mettevano a disposizione, gratuitamente, musica compressa e tramite il canale avveniva una connessione diretta tra chi cedeva un file (upload) e chi lo acquisiva sul proprio computer (download). In breve tempo la quantità di musica in condivisione è cresciuta a dismisura nonostante l’evidente violazione dei diritti d’autore.
Infatti lo sfruttamento economico della musica prevede la compresenza di tre soggetti: il creatore, il mediatore e il distributore. Il creatore è l’autore e/o l’interprete della canzone che, a causa della complessità e della vastità del mercato, vende o affida i diritti d’autore ad un mediatore, che può essere una casa discografica o un’associazione (ad esempio la SIAE); il distributore, invece, è il canale attraverso cui viene venduto il prodotto sul mercato.
Con l’avvento di Napster prima, e di tutti gli altri canali p2p dopo, lo scambio di musica avviene senza distributore, con un evidente perdita da parte delle case discografiche che detengono i diritti d’autore delle canzoni.
itunesMolte sono state le cause intentate per risolvere questo problema di illegalità, la più famosa è stata proprio quella contro Napster. Ma la violazione dei diritti d’autore non era stata così netta come nei casi di pirateria, perché chi aveva ceduto la musica l'aveva acquistata regolarmente, e inoltre non traeva nessun vantaggio economico dall'operazione. In più, il brano messo in condivisione non era quello acquistato, ma solo una sua copia compressa, e quindi teoricamente parziale. Per questi motivi la BMG ha deciso di sospendere la traversia legale e, infine, di acquistare il marchio, il sito e la società Napster per rilanciarli in modo legale, cioè per vendere musica tramite internet. La nota major, però, non ha raggiunto l’obiettivo di sospendere la diffusione gratuita di musica e la condivisione di file non è finita insieme a Napster. Altri programmatori hanno creato programmi alternativi, tuttora in uso, che contrastano i sistemi legali di vendita on-line di musica. Anche se le case discografiche hanno tentato di spostare una fetta di mercato dai negozi di dischi ai siti che vendono brani on-line, come ad esempio iTunes, la situazione per loro diventa sempre più critica.
Secondo una recente indagine della Nielsen Soundscan, la vendita di brani tramite internet non riesce a compensare il calo di vendite dei cd, una perdita del 20% rispetto al 2006.
Ma le cause di questa crisi non sono dovute solo agli scambi peer-to-peer, l’errore più grande da parte delle case discografiche è stato quello di non riconoscere le potenzialità della rete come mezzo di aggregazione sociale e culturale. Milioni di persone fanno amicizia, si scambiano pareri, informazioni ed emozioni, creano delle community attraverso le preferenze musicali.
Basti pensare al successo di siti come MySpace o YouTube che dimostrano la volontà, da parte degli utenti appassionati di musica, di vivere un’esperienza musicale diversa, che vada oltre il semplice ascolto di una canzone e miri ad un’interazione sociale.
La rivoluzione è sotto gli occhi di tutti perché la comunità virtuale ha una grande capacità democratica, grazie alla possibilità di dare spazio e voce a tutti in ogni luogo.
Una canzone inedita, anche se non ha un colosso della distribuzione a promuoverla, può diventare un tormentone della rete ed essere conosciuta da milioni di persone in tutto il mondo; in questo modo non decidono le case discografiche quali sono i talenti da promuovere.
Può capitare anche di venire notati e di fare il grande salto, diventare star internazionali, com’è successo a Lily Allen, che a 21 anni è diventata un tormentone su MySpace e poi è stata notata dalla EMI che le ha offerto subito un contratto discografico.
Proprio in questi giorni una casa discografica, la Amir Hoxha Production, ha creato, qui in Italia, un sito per ospitare brani inediti di ogni genere musicale, con la promessa di pubblicare su cd i brani che risulteranno più ascoltati.
Anche Il Calabrone, nel suo piccolo, vuole diventare promotore di nuovi talenti in campo musicale, per questo chiunque voglia far ascoltare un brano inedito può inviarlo all’indirizzo:
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e immediatamente sarà possibile ascoltarlo on-line nella sezione di musica del nostro sito.

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