Quando il sole della cultura è basso i nani sembrano giganti

Karl Kraus

   
   

MUSICA

29 ottobre. Auguri Rino! Se mai qualcuno capirà...

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rino gaetanoRitratto di un grande artista calabrese sullo sfondo di trenta anni di storia italiana

Per rubare un’istantanea della straordinaria vita artistica di Rino Gaetano bisogna ritornare con la mente al decennio cominciato con la strage di Piazza Fontana e conclusosi con l’omicidio di Aldo Moro. E’ il 1978. Lo scenario è di quelli solenni e un po’ ingessati: il palcoscenico del festival della canzone italiana, giunto ad una delle sue ..esime edizioni. Sotto i riflettori un uomo che per l’abbigliamento potrebbe sembrare un prestigiatore o un artista di cabaret. Il suo impeccabile cilindro non può essere dimenticato, così come il suo pezzo: Gianna. Meno di cinque minuti di esibizione che stupiscono la platea sanremese, e che per Rino significano notorietà presso il grande pubblico e il terzo posto nella kermesse canora. Sono passati pochi anni da quando, poco più che ventenne, nel 1972, ha esordito a Roma (dove  vive con la famiglia dall’età di dieci anni) con il singolo I love you Marianna sotto lo pseudonimo Kammamuri’s. Sono anni ideologicamente segnati, soprattutto nella capitale, che vive da vicino le crisi politiche, gli scioperi e il terrorismo delle brigate rosse. Lo società civile attraversa momenti di profonda incertezza politica ed economica. La musica che Rino propone fin dagli esordi coniuga ironia e denuncia sociale. In questo risiede la forza innovativa di questo personaggio che con originalità e inventiva non si adegua al clima cupo di quelli che non a caso sono stati definiti “gli anni di piombo”. Un’esplosione di vitalità che spiazza e si scontra con un mondo musicale chiuso, arroccato su ferree barricate ideologiche e per questo non disposto a comprendere tali potenzialità. Con la sigla della piccola casa discografica romana It, di Vincenzo Micocci, escono i primi LP, Ingresso libero (1974), il famosissimo 45 giri Ma il cielo è sempre più blu (1975) Mio fratello è figlio unico (1976), Aida (1977), e Nuntereggaepiù (1978), anno in cui il singolo Gianna è campione di vendite. Con il successo arriva anche il passaggio alla multinazionale RCA, con la quale incide i successivi due LP Resta vile maschio dove vai (1979) e nel 1980 E io ci sto. Dopo una serie di tournée che lo rendono molto popolare in tutto il paese, Rino Gaetano attraversa una fase di sperimentazione verso nuove forme artistiche, che non riesce a portare a termine, poiché, alle prime luci dell’alba del 2 Giugno 1981, perde la vita a soli trent’anni in un incidente d’auto a Roma. Questa storia, cominciata a Crotone alla fine di ottobre del 1950, subisce una brusca interruzione nel tragico schianto sulla via Nomentana, quel terribile giorno di ventisei anni fa,  ma non è ancora giunto il momento di apporvi la parola fine. Da allora, infatti, sono i fan a diventare protagonisti di un racconto che continua da un quarto di secolo sulle note di Aida, Tu forse non essenzialmente tu, I tuoi occhi sono pieni di sale, A Khatmandu, pezzi che oggi sono cult per un numero di apparino gaetano livessionati in continua crescita.

    Con Rino Gaetano L’ironia si è fatta storia, ha commentato qualcuno cogliendo l’essenza di una vita musicale contraddistinta dalla straordinaria capacità di mettere alla berlina le piaghe più profonde del tessuto sociale (i politici imbrillantinati che minimizzano i loro reati, partono tutti incendiari e fieri e quando arrivano sono tutti pompieri) e i problemi economici endemici (..dammi soltanto un litro di benzina e in cambio ti dò Cristina). Non sorprende che oggi i ventenni della capitale amino, in modo molto eterogeneo, alle volte senza distinzione di appartenenza politica, i motivi accattivanti e i testi delle sue canzoni “impegnate” ma sempre sorridenti.

    “Grillo parlante”, “genio”, “giullare”, Rino Gaetano è ancora oggi un esempio che il mondo musicale italiano avrebbe bisogno di tenere bene a mente, in un momento in cui tristemente la logica delle play list annienta ogni possibilità di emergere per gli artisti indipendenti. In un meeting  che ha visto partecipare dj e discografici delle maggiori radio italiane, tenutosi nel 2003 all’Università La Sapienza di Roma, Vincenzo Micocci, oramai da decano della discografia italiana, ha lamentato una carenza strutturale (di quelle che lo stesso Rino chiamava ditte di canzoni) contro cui i talent scout possono fare poco e che oggi rende inaccessibile la ribalta  per chiunque canti fuori dal coro.

Consci dell’opera preziosa che questo cantautore in qualche modo continua a svolgere, si moltiplicano le iniziative in suo nome. Qualche anno fa il comune di Roma gli ha intitolato una via in zona Vigne Nuove. Numerose cover band sono nate nella capitale. Inoltre i fans provenienti da tutta Italia si incontrano per testimoniare la loro passione musicale nel giorno del suo compleanno, il 29 ottobre, coadiuvati dalla sorella del cantante, Anna.

Negli ultimi anni anche la Calabria sembra cominciare a riscoprire questo suo talento. Nascono anche qui delle cover band e a Crotone viene inaugurata una statua di Rino, durante la terza edizione di “Una casa per Rino - Festival di Canzoni d’Autore per Rino Gaetano”.

Sottovalutato in vita come sempre accade ai più grandi, vissuto in un periodo storico che non era preparato a capirlo, Rino Gaetano suscita oggi, a quasi venticinque anni dalla sua scomparsa, un interesse crescente specialmente tra i giovani per le tematiche amare e ancora attuali sviscerate con ironia dalle sue canzoni dissacranti. Sicuramente la sua straordinaria sensibilità ha precorso i tempi, ma altrettanto certamente i malcostumi italiani non sono spariti nel passaggio dalla prima alla seconda repubblica.

La sua vitalità trascinante e la sua esuberanza hanno prodotto canzoni indimenticabili, punto di riferimento e miniera d’oro per la storia della musica italiana, da cui hanno attinto a piene mani generazioni di musicisti.

La sua morte prematura ci impedisce di sapere quanto altro ancora avrebbe  detto, anche se si può immaginare quali personaggi entrerebbero oggi di diritto nella polemica divertita di Rino Gaetano, coscienza critica del paese che, in questo particolare momento, manca all’Italia più che mai.

E' sepolto a Roma, e chi va a trovarlo, al cimitero monumentale del Verano, entrando dall'ingresso che si affaccia sullo scalo S.Lorenzo, al riquadro n.119, piano terra, cappella V, può sentire vivo l’affetto che gli si snoda intorno: decine di vasi di fiori, un lungo tappeto rosso e il quaderno delle visite riempito di dediche in un baleno. La sua figura non è relegata al ricordo, anzi, sempre col sorriso sulle labbra, Rino si fa beffe anche del tempo che passa, continuando a cantare forte <<se mai qualcuno capirà, sarà senz’altro un altro come me>>.

E chi è nato e vissuto in Calabria si sente chiamato in modo particolare a condividere l’amore per questa terra e per la semplicità della sua gente che si respira nelle parole di Ad esempio a me piace il Sud.

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Commenti   

 
0 # Bluto 70 2010-04-20 16:16
Brava Raffaella, fotografia perfetta ed aggiornata. Oggi più che mai la "follia" di Rino appare in tutta la sua serietà, musica e parole di allora sono fortemente attuali, la differenza è che probabilmente oggi abbiamo gli strumenti per capirle più di allora, questo ci dice anche che abbiamo cambiato i vestiti ma i problemi alla fine sono sempre quelli e a nessuno conviene risolverli. E' vero ho visto tanti giovanissimi cantare le sue canzoni e questo è un bene. La grandezza di Rino la si vede dalla forza con cui stanno uscendo le idee delle sue canzoni e non è il mercato che lo ha voluto ma la voglia di qualcosa di vero che c'è in tutti noi.
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