Quando il sole della cultura è basso i nani sembrano giganti

Karl Kraus

   
   

LIBRI

Don Alfonso Alfano. Icaro torna a volare.

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di Giuseppe Condò

Presentato da don Alfonso Alfano, presso il teatro comunale di Soverato, il suo libro, in concomitanza all’inaugurazione dell’anno accademico della Libera Università della Terza Età

 

Don Alfonso Alfano, salesiano, indimenticato parroco di Soverato negli anni 70, oggi responsabile di un Centro di Accoglienza per minori a rischio soggetti a provvedimenti penali, con sede a Roma e a Napoli, è autore fecondo di libri sulla devianza minorile, libri ai quali è stata costantemente riservata una felice accoglienza.

Così è stato per i suoi primi tre libri, tasselli della Trilogia della Speranza, che si è conclusa nel 2000, l’anno del Grande Giubileo del Millennio della Redenzione, quali:

Sulle strade del cuore (1996), Quando a Roma volano gli storni (1998), Pischelli in Paradiso (2000)

Così è stato per Icaro torna a volare: esperienze tra minori a rischio (2003), presentato dallo stesso Autore, venerdi 9 novembre u.s., presso il teatro comunale cittadino, per l’inaugurazione dell’anno accademico della Libera Università della Terza Età.

In Icaro torna a volare, come in tutti i suoi precedenti libri, don Alfano parte da una rivisitazione della matrice pedagogica del fondatore della congregazione religiosa, alla quale egli stesso appartiene: San Giovanni Bosco.

Egli dunque vuol essere educatore e formatore di giovani secondo il modello educativo di don Bosco: un sistema preventivo originale fondato su tre semplici parole: ragione, religione, amorevolezza.

Nell’ Inno all’Educazione che l’Autore pone all’inizio del suo libro, sono riportate le celebri parole di don Bosco: ”Ricordatevi che l’educazione è cosa di cuore...

ma non basta che i giovani siano amati; occorre che essi stessi conoscano di essere amati. La prima felicità per un ragazzo è di sapersi amato”.

“Ho sempre nutrito simpatia per i ragazzi dal muso sporco - dice don Alfonso nel suo libro - gli scugnizzi, gli sciuscià di ieri sono” i muschilli” di oggi che spacciano la droga al riparo della loro giovanissima età, giocando con le parole e sognando di divenire dei camorristi.

L’educatore vero sposa i sogni e il dolore dei suoi ragazzi: un matrimonio indissolubile!”

Quest’anno don Alfonso Alfano ha pubblicato ancora un libro: Quando il pane profumava di fatica, che, a prima vista, sembrerebbe discostarsi dalla problematica delle sue precedenti opere, i minori “a rischio“ appunto, per soffermarsi invece su fatti autobiografici della sua infanzia e dell’adolescenza, in quella Campania felix contadina, a Sant’Antonio Abate in provincia di Napoli, dove egli è nato nel 1936.

Ma a ben guardare non ci sarebbero stati i libri della Trilogia della Speranza e Icaro torna a volare se non ci fosse stata per l’Autore quella iniziale esperienza di vita, raccontata in questo suo ultimo lavoro.

“Ho trascorso l’infanzia nella campagna, accanto ai contadini - scrive in Pischelli in Paradiso- tra il profumo dell’erba tagliata di fresco e l’amicizia degli animali: per me è stato un dono, forse un privilegio, compreso e apprezzato solo in seguito”.

In quell’agro campano tra il Vesuvio e i monti Lattari, l’Autore era venuto a contatto con le greggi dei pastori e con i contadini che seminavano e mietevano. Non gli è stato difficile - grazie a quel mondo - comprendere appieno la parabola del Buon Pastore e l’immagine evangelica del Seminatore, il cui compito è seminare e riseminare sempre, con la certezza che non tutti i semi andranno sul terreno arido.

“A noi non tocca raccogliere - dirà in importanti Convegni sulla gioventù “pericolante”(come don Bosco amava definire i ragazzi e i giovani a rischio del suo tempo)- Sarà la vita a stabilire poi chi e quando questo debba avvenire”.

Queste parabole evangeliche sono dunque le prime due icone di un autentico modello educativo.

“La parabola della pecorella smarrita - dice infatti l’Autore – è il codice di vita di un vero educatore di strada; è il testo di ogni esame di coscienza dei nostri propositi di carità”

E ancora: ”L’educatore di strada è un uomo che ha la Fede del Seminatore evangelico, è un uomo di Fede!

Crede che ogni stagione di sofferenza non è del tutto perduta.

Vive il fallimento come risorsa!

L’educatore di strada è un uomo paziente, un uomo di speranza!

Sa che i fiori, che appassiranno in autunno, avranno ancora la loro primavera,

sa che le foglie, che resero spoglio l’albero della vita e sono marcite nella terra fangosa, ritorneranno ad adornare di verde i rami secchi,

sa che qualunque cosa rimane indietro nel deserto del nostro animo e del nostro cuore, non si perde mai,

sa che l’alternarsi delle stagioni non si spezza e che c’è un tempo e un senso, sempre, per ogni passo che si muove sulla terra.

Nella storia del grano, pare di vedere la storia di ogni anima che si dona agli altri” .

Cosi, ogni storia dei ragazzi di strada somiglia alla pecorella smarrita che il Buon Pastore raccoglie dai rovi.

Così, ogni storia dei ragazzi di strada, lungo la via della redenzione e del riscatto, somiglia ora alla grandine che distrugge il lavoro del Seminatore, ora ad un prato fiorito, ora ad un albero forte e rigoglioso.

Sono storie che nascono dall’esperienza diretta tra i ragazzi in difficoltà di una grande metropoli, dove l’educatore è anche come il Buon Samaritano del Vangelo: la terza icona nel disegno educativo di don Alfano, secondo il carisma di Don Bosco.

Quelle storie dunque sono essenzialmente un atto d’Amore.

“Leggi le storie di questi ragazzi come una carezza dell’Amore di Dio” dice l’Autore e continua:

“Se uno ci accarezza, tutto il mondo si fa paradiso. Se uno ci prende con delicatezza la mano, la stringe e ci guida verso le cime dello spirito, anche una montagna ci sembra una pianura”

In quest’ottica dunque così coinvolgente, don Alfonso Alfano, attraverso la sua opera letteraria, con animo di poeta e di educatore, invia un messaggio forte di Speranza:

“tra tante storie penose e dolorose, tanti hanno ripreso a volare, perchè:

Per vivere da aquile

bisogna essere abituati alle altezze dei monti

Per essere dei pesci

bisogna abituarsi a vivere nell’acqua

Per essere un novello Icaro

bisogna volare

sulle ali della Speranza.

Messaggio di Speranza:

“per chi non ha ancora scoperta la favola,

scritta dal Padre nei cieli

nel cuore di ciascuno di noi”.

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