Quando il sole della cultura è basso i nani sembrano giganti

Karl Kraus

   
   

LEGALITA'

Quando il maschilismo è legge.

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Stupro_DonneFin dalla nascita della società patriarcale, si è cercato di plasmare la donna, rendendola innocua e obbediente.

Questo processo di modificazione, che come obiettivo ha solo la supremazia dell’uomo sulla donna, passa anche per il sesso.

In passato si credeva che durante il rapporto solo l’uomo potesse provare piacere e le uniche donne che potevano fare altrettanto erano le prostitute, questo perché secondo l’idea maschile esistono donne di seria A e donne di serie B, questo trova conferma nel fatto che nella società di una volta, la donna doveva arrivare al matrimonio vergine, mentre l’uomo veniva iniziato al sesso all’interno dei bordelli.

Nel corso della storia le donne hanno poi raggiunto traguardi solo fino a qualche anno prima insperati (diritto di voto, ecc …).

Il problema principale è che la società maschilista continua a voler tenere sotto controllo il genere femminile, ma al giorno d’oggi sembra che invece di preservare la sessualità della donna, come si faceva una volta attraverso l’imposizione della verginità, si vuole far subire al genere femminile le avances dell’uomo.

In questi giorni ha fatto molto discutere la decisione della cassazione che ha sentenziato che in caso di stupro di gruppo, il giudice non è obbligato a imporre il carcere, ma può decidere soluzioni alternative, tra cui gli arresti domiciliari.

Con questa decisione sembra che la giustizia italiana (se così possiamo ancora definirla...) abbia fatto dei passi indietro, più precisamente a prima degli anni ’70, quando in Italia vigeva ancora la legge che se un uomo stuprava una donna e dopo la sposava il reato non sussisteva e la vittima si ritrovava a vivere per sempre col suo aggressore, questo perché lo stupro era considerato un danno materiale e non si teneva conto delle conseguenze sulla vita della donna che lo subiva e il matrimonio riparatore serviva per ripristinare l’orgoglio ferito della famiglia di origine della donna.

Ma non bisogna andare tanto indietro per vedere che non è la prima sentenza maschilista da parte della cassazione: infatti solo pochissimi anni fa decretò che lo stupro era meno grave se la donna a subirlo non era più vergine (e qui torniamo al discorso che esisterebbero donne di serie A e donne di serie B), come se le conseguenze psicologiche non fossero le stesse sia per una vergine che per una donna che ha già esperienza…

Inoltre, andando ancora più indietro si trova la sentenza che non è stato considerato stupro il caso di una ragazza che indossava jeans troppo attillati e in questo modo “se la sarebbe cercata”.

Ora… alla luce di questo c’è da chiedersi se un uomo che gira senza maglietta in estate per strada, non debba avere paura di essere stuprato… D’altronde se l’è cercata!

Questa sentenza oltre a rasentare l’ideologia islamica, che tanto il nostro paese mette sotto torchio, afferma quasi lo stereotipo dell’uomo come un animale che non è in grado di resistere ai propri istinti, che non usa il cervello ma ragiona con ciò che ha anatomicamente più a Sud.

Lo stesso concetto evidenziato da questa sentenza della cassazione è stato riportato anche da un sindaco, l’anno scorso…

C’è da scommetterci che se davvero le legge che riguardano il lavoro e le donne fossero rispettate ed esse fossero pienamente inserite in tutti i campi lavorativi, politico compreso, queste sentenze non verrebbero mai espresse!

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Commenti   

 
0 # Carmela Blandini 2012-02-09 20:15
Non è come detto nell'articolo.. .la Cassazione ha detto che le misure alternative come gli arresti domiciliari possono usarsi MA SOLO IN ATTESA DI GIUDIZIO QUANDO NON C'è RISCHIO DI INQUINAMENTO DI PROVE...sicuram ente la sentenza va a danno delle donne perchè potrebbe scoraggiarle alla denuncia tuttavia quando i mostri verranno condannati andranno in carcere per gli anni di pena saranno loro comminati...
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