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Usura. Pietro Citrigno, editore di Calabria Ora, condannato. Il giornale nasconde la notizia. di Pietro Gerace 

Nuovo atto dell'inchiesta anti-usura "Twister".

La Corte d'Appello di Catanzaro ha definito martedì 9 febbraio 2010 l'ultima posizione rimasta al vaglio dei giudici di secondo grado, aggravando la pena inflitta in primo grado a Pietro Citrigno, l'imprenditore cosentino ed editore del giornale Calabria Ora. Citrigno era rimasto coinvolto nella maxi-operazione del 2004 condotta dai Carabinieri e dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro contro un’organizzazione che gestiva un vasto giro di usura a Cosenza.
Il processo di primo grado a carico di decine di imputati si concluse il 15 dicembre del 2006 davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Cosenza, con diciotto condanne, tra le quali quella di Citrigno al quale fu inflitta una pena di 3 anni e 8 mesi di reclusione.
La difesa dell'imprenditore ed anche la Procura della Repubblica hanno proposto appello, chiedendo rispettivamente l'assoluzione dell'imputato la prima e l'aggravamento della condanna la seconda. Il collegio di secondo grado (presidente Fabrizio Cosentino, consiglieri Francesca Garofano e Maria Teresa Carè) ha ritenuto l’editore di Calabria Ora Pietro Citrigno responsabile del reato di usura, revocando anche la prescrizione di tre specifici episodi sancita in primo grado, ed ha rideterminato così la pena in 4 anni e 8 mesi di reclusione, 10 mila euro di multa ed il risarcimento alle parti civili da liquidarsi in separata sede (erano costituiti Giuseppe Cappai con l'avvocato Giuseppe Vuono e Francesco De Luca con l'avvocato Roberta Perrelli). Con l’operazione “Twister” si è fatta luce su un’associazione a delinquere capace di tenere mezza città di Cosenza in pugno con prestiti usurari che hanno creato una vera e propria economia parallela.
Nel marzo del 2009 l'inchiesta "Twister" è passata anche dal giudizio della Corte di Cassazione.
Lo zoccolo duro dell'inchiesta "Twister" è costituito da centinaia di intercettazioni telefoniche ed ambientali, accertamenti bancari e dalle ammissioni di alcuni imprenditori costretti dagli strozzini a pagare cifre da capogiro dopo aver ricevuto dei prestiti.
Dove ha collocato la notizia della condanna del suo Editore, mercoledì 10 febbraio 2010, il giornale Calabria Ora diretto da Paolo Pollichieni?
In un articoletto nella penultima pagina delle notizie regionali, in basso a sinistra, seminascosto e senza alcun cenno nel titolo al nome di Citrigno. Ecco nelle mani di chi è, purtroppo, una parte dell’informazione calabrese. Quale informazione libera e senza padroni potrà mai garantire un quotidiano che ha il suo Editore condannato a 4 anni ed 8 mesi per usura?

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Commenti   

 
0 # maryl 2010-06-05 09:21
Nessun futuro per questa regione in mano ai mafiosi che si sono impadroniti perfino della stampa. Chi di dovere dovrebbe intervenire e far chiudere questo giornale che non è degno e non è in grado di dare un'informazione libera e obiettiva e completa
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0 # Mimmo Loiero 2010-06-05 09:39
E' purtroppo vero che la calabria e non solo la calabria è in mano ai mafiosi. Purtroppo anche la stampa talvolta è asservita a logiche di dominio. Purtuttavia un giornale è sempre uno strumento di veicolazione di informazioni e notizie che proprio perchè pubblicate possono essere discusse, condivise, contestate smascherate come false. Fino a quando ciò è possibile ancora esistono le basi della democrazia e quindi della civile convivenza. Riguardo al futuro non è proprio roseo. Ma è ancora nelle nostre mani se solo ci ricordiamo di rispettare le regole e di protestare con fermezza contro chi non le rispetta
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