Quando il sole della cultura è basso i nani sembrano giganti

Karl Kraus

   
   

Gli autori del Giornale Il Calabrone

Gianni Ianni Palarchio

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Il tizio della foto qui accanto è stato inserito nell’umanità in un lontano giorno di gennaio. A voler essere sinceri, da bambino è stato esageratamente viziato, ragione per la quale – contrariamente ai molti – da adulto ha sempre cercato una strada che fosse esclusivamente la sua: irta, scomoda e probabilmente senza uscita. Non è una storia di miracoli e nemmeno di fantasiose imprese – non mi sognerei mai di impressionarvi con il falso; qui, semplicemente, certificherò la verità.

Quando i disegni della mente iniziarono a trasformarsi in pensieri, prese una penna e cominciò a scrivere. E scrivendo si fece un’idea del mondo e delle persone che lo popolano. “Voglio percorrere una strada” diceva “che mi porti in un luogo dove ciò che faccio non sia inutile”...e quanti sbagli e quante gioie, ma di luoghi felici ed utopici neanche l’ombra.

Certo è laureato ed ha anche un lavoro, ma sono dettagli che gli piace biasimare. Odia i titoli – dott. avv. ing. ecc. – perché, dice, se esiste un Dio, ci ha creato uomini ed è così che a Lui torneremo. Sogna una vita senza orologi – strumento che reputa essere la prima vera limitazione della libertà umana –, senza morale e senza religione. Ama appassionatamente e incondizionatamente la montagna, i suoi sentieri, i suoi alberi, i suoi animali (serpenti compresi) e, perché no, la sua solitudine che brandisce l’anima e, laddove non pensavi di averla, te ne fa consapevole. Legge molto, studia il cristianesimo (dal quale scaturirà un libro), crea video e adora il mistero e le risposte da trovare. Inoltre è un inguaribile romantico, uno che regala trono e scettro alla persona che ama, anche se al momento gli manca la regina.

Di interessi ne ha tanti, ma lo spazio è limitato e forse è il caso di fermarsi qui. Non prima però di avervi lasciato, in un suo aforisma, l’amore, la sofferenza e l’entusiasmo di questo uomo: “Quando il cielo biasima se stesso con temporali, siamo noi che dobbiamo dargli fiducia affrontando la pioggia”. Non portatevi l’ombrello, però…vorrebbe dire barare!!!

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