Quando il sole della cultura è basso i nani sembrano giganti

Karl Kraus

   
   

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A Soverato Convegno Rifiuti Zero.

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E' un vero peccato che l'ing. Leonardo Taverniti, sindaco pro tempore di Soverato, abbia abbandonato, senza una parola di scuse, i lavori del convegno "Rifiuti Zeri" assieme all'assessore regionale all'ambiente Francesco Pugliano, poco dopo l'inizio della relazione di Rossano
Ercolini della Rete Italiana Rifiuti Zero e Zero Waste Italia.

E' un peccato, perché un tale gesto di scortesia non era meritato né dagli organizzatori che li avevano invitati, né dai relatori e dal pubblico presente che avevano ascoltato con educazione e pazienza, sia l'uno che l'altro, ponzare del più e del meno sull'argomento, senza che da tale ponzamento ne derivasse il minimo impegno o la minima assunzione di responsabilità per le vicissitudini di un settore della vita sociale di cui sono entrambi responsabili, rispettivamente nella città e nella regione, con risultati non proprio splendidi.

Un peccato perché questo gesto, dimostrando disinteresse e superficialità, non ha fatto bene all'immagine della città e della classe politica calabrese che già non gode, purtroppo, fama eccezionale. Cetto Laqualunque, ahimè, è nato proprio da noi.
Ma è un peccato soprattutto perché, se fossero rimasti, il sindaco e l'assessore regionale, avrebbero potuto imparare qualcosa, dalle esperienze di Rifiuti Zero - Zero Waste, il movimento culturale, che tende alla massima razionalizzazione nella soluzione del problema dei rifiuti e che ha coinvolto in questo progetto, in tutto il mondo, amministratori di piccoli centri, come la cittadina di Capannori in Toscana e importanti aree metropolitane come la città di San Francisco in California e che Rossano Ercolini ha raccontato con passione e competenza.

Un incontro veramente interessante, il convegno "Rifiuti Zero - Creiamo per loro un mondo pulito" che ha avuto luogo al teatro Comunale di Soverato sabato scorso per iniziativa della Fidapa, dei clubs cittadini del Rotary e dei Lions e dell'ordine nazionale dei Biologi, introdotto dal saluto dei presidenti Katia Reda, Antonio Caminiti, Luigi Irrera.

Un confronto spietato tra la triste realtà della provincia di Catanzaro, peraltro non diversa dalle altre province della Calabria, raccontata da Serinuccia Procopio, del Servizio di Pianificazione Settore Tutela e Sviluppo Ambientale Provincia di Catanzaro - con cifre davvero sconfortanti (13% di raccolta differenziata) ed il sogno del Comune di Capannori, condiviso da altri centri grandi e piccoli anche del sud, di raggiungere Rifiuti Zero avendo già superato il 75% di separazione nella raccolta.

L'argomento dei rifiuti per le regioni del sud è molto delicato. Un grande disastro nel disastro di una classe dirigente politica che si è mostrata incapace al di la di ogni limite ma che è ancora in gran parte ai posti di comando. Dopo Napoli e Palermo, sputtanate in tutto il mondo, i cittadini, c'è da sperarlo, stanno aprendo gli occhi sul disastro economico e ambientale che le amministratori locali e nazionali hanno procurato ai territori, alle città e ai cittadini.

Anche da noi, in Calabria, dove, ancora, le poco esemplari storie del Commissario straordinario e delle aziende partecipate, non sono state interamente raccontate, ma son già passate, per le cronache giudiziarie. Storie parallele, le gestioni dei rifiuti, nelle regioni del sud. Storie di fallimenti, mafie, clientele, affari e malapolitica.
Ma non storie obbligate come dimostra la città di Salerno con una gestione dei rifiuti ed una raccolta differenziata di oltre il 75% che fa scuola in altre regioni.
La sintesi di queste storie è racchiusa in quel 13% di raccolta differenziata che non racconta però la realtà dei disservizi e delle angherie sopportate dai cittadini, dei disastri ambientali che stanno danneggiando la nostra salute e danneggeranno quella dei nostri figli, della corruzione e del clientelismo. Ma dice già chiaramente che non avendo raggiunto i risultati minimi di raccolta differenziata che la legge impone per il 2013, dovremo pagare una multa salatissima ed il servizio ci costerà, d'ora in poi, probabilmente il doppio.

Il convegno, di cui è d'obbligo citare anche la esauriente relazione introduttiva del dr Franco Scicchitano Presidente Commissione Ambiente dell'Ordine Nazionale dei Biologi, ha fatto una panoramica completa della questione dei rifiuti nella società moderna, sfatando miti e fesserie che si raccontano quotidianamente sull'argomento per fare business anche a costo di affrontare il problema malamente o non affrontarlo per niente.
La vita moderna produce una quantità enorme di rifiuti. Da 400 a 900Kg annui per abitante (compreso i bambini). Questi rifiuti si possono nascondere sottoterra come abbiamo fatto noi finora, divorando territorio e minacciando la salubrità della terra e dell'acqua, oppure essere, per la gran parte, bruciate in inceneritori, minacciando la salubrità dell'aria che respiriamo.

Esiste una terza via. Quella proposta dalla filosofia di Rifiuti Zero che passa attraverso comportamenti virtuosi dei cittadini e soprattutto degli amministratori. I rifiuti possono essere ridotti fino a raggiungere una dimensione minima, vicina allo zero. Riducendo l'uso di imballaggi e contenitori. Differenziando e riutilizzandone la maggior parte come nuovo prodotto o materia prima. Riaggiustando e riutilizzando attrezzi e macchinari per un nuovo uso.

Non è un sogno. E' possibile. Molte comunità cittadine anche in Calabria, lo stanno già facendo.
Noi quando incominciamo? E' questa la questione vera.
Un bel convegno può essere una occasione mondana, una passerella o una occasione per pensare seriamente... Ma può essere anche uno stimolo per cominciare ad agire. Si può costituire immediatamente un Comitato Promotore per Rifiuti Zero a Soverato, partendo dalle associazioni che hanno promosso il convegno e che quindi ne condividono la filosofia.

Non è impossibile. Non è neanche difficile. Qualcuno sabato ci ha spiegato come fare e abbiamo tanto da guadagnare. Noi e le generazioni che verranno.

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