Quando il sole della cultura è basso i nani sembrano giganti

Karl Kraus

   
   

CRONACA

Potere della stampa: Perugia dopo Meredith.

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perugia meredithdi Luigi Mazza

Da Perugia. Fate conto che io sia l’inviato da Perugia per il Calabrone.
Vi darei gli scoop, gli aggiornamenti sulle indagini per la ricerca dell’assassino di Meredith?
No, credo che mi verrebbe voglia di cambiar mestiere a guardare i giornalisti che occupano la città, si appostano in ogni angolo per ricostruire la dinamica, per ripercorrere gli ultimi passi della studentessa prima di essere barbaramente uccisa.

E infatti mi sta davvero passando il desiderio di diventare un giornalista, lentamente, come un’agonia decresce la passione. Poi ieri sera cinque minuti a guardare Vespa in Tv e arriva la mazzata finale.

Perugia è diventata un reality show:  su settecento anni di storia universitaria stanno vomitando i peggiori giornali e giornalisti che l’Italia possa plasmare; su una città che è nata prima dell’impero romano si sono accese le telecamere della perversione di massa, tutta italiana, per la cronaca nera.

Siamo un popolo di perversi? Forse sì, forse amiamo le inchieste, amiamo indagare sulla vita dei presunti assassini per giudicarli prima che lo facciano i magistrati, amiamo sapere se la vittima si concedeva sessualmente senza troppi freni, o se era abbastanza religiosa da porsi un freno; ci interessa sapere che tipo di “festini” avvenivano in quella casa, quante canne venivano fumate durante i festini, che tipo di alcolici venivano ingeriti, perché così possiamo spiegare tutto.

bruno vespaCon le nostre indagini personali decidiamo chi è l’assassino, anche se sono sospettati in tre e si cerca un quarto, ci facciamo un’idea su quanti potenziali assassini esistano in Italia, concludiamo che siamo tutti “potenzialmente pericolosi” (cito Bruno Vespa), capiamo che Perugia ha un problema, c’è la droga e non è una città sicura.

Ora, io sono un calabrese (per metà siciliano!), non un perugino, ma queste cose mi fanno incazzare, perché in uno studio televisivo, alla svelta si delinea il profilo di una città, presentata come insicura. La droga, c’è in tutta Italia, in tutte le piazze, in tutte le scuole; potenzialmente pericolosa è ogni strada d’Italia. E tutti i problemi che ha il nostro paese, Perugia li presenta al minimo, ve lo assicuro, alcuni son del tutto assenti, è per questo che amo vivere in questa città.

Perugia è diventata una città multiculturale, è il buon esempio della globalizzazione, è poliglotta, è tollerante: l’Università per stranieri accoglie migliaia e migliaia di studenti da ogni angolo della terra...
Vi piacerebbe assistere a una serata di musica paraguaiana? A Perugia potete farlo.
E' una città felice e sempre attiva, la gente non ha paura, non date retta a Vespa e Mentana.

Piuttosto credo sia un altro il problema: al potere interessa deviare l’attenzione della gente.
La stampa, il “quarto potere”, all'occorrenza sposta la notizia di Mastella indagato a Catanzaro dalla prima alla undicesima pagina e dalla prima alla decima approfondisce notizie di cronaca nera. Se poi non ci sono omicidi freschi, si possono sempre rispolverare i casi Cogne, Novi Ligure e Garlasco…  
Ecco come si diventa un buon giornalista.
Mentre tutte le telecamere, qui a Perugia, erano puntate sul casolare dell’omicidio, Berlusconi parlava ai giovani di Dell’Utri, condannato a nove anni per associazione mafiosa, sostenendo che i giudici lo perseguitano e che loro dovrebbero essere recuperati dalla società, non il povero Dell’Utri che si impegna per i giovani forzisti.

Tutto questo è gravissimo, mafiosi e corrotti siedono in parlamento, gestiscono la cosa pubblica, maneggiano i nostri diritti e giocano con i nostri soldi; ministri sono indagati, banche vengono scalate con il placet dei politici che fanno il tifo per questo o quello, e noi dobbiamo essere informati sulla cronaca nera e basta, perché ormai chi si occupa di cosa accade in parlamento è un antipolitico che manda affanculo tutti.

E’ un reality, aspettiamo solo che attivino un numero a cui chiamare per il televoto, con cui decidere se condannare Patrick, Raffaele o Amanda. Il televoto di condanna poi sarebbe impresa ardua non essendoci rumeni indagati…

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Commenti   

 
0 # Dany 2010-03-23 16:51
Non posso che dire complimenti, complimenti per ciò che scrvi!
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0 # Raffy 2010-03-23 16:52
Parole sacrosante, bravo Luigi!
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0 # Nonna Angela 2010-03-23 16:52
Mi associo al commento di Raffy ....!
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