Quando il sole della cultura è basso i nani sembrano giganti

Karl Kraus

   
   

CRONACA

Corsi e ricorsi storici.

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George W Bushdi Federico Lanzo

A sorpresa il presidente americano George Bush comincia a parlare di ritiro graduale dall’Iraq. Lo fa in un consiglio militare ad Al Asab nella provincia iraqena di Al Anbar. Ma ci tiene a sottolineare che il ritiro avverrà in base ad un giudizio militare e non politico. L’Ansa infatti riferisce che secondo Bush "qualsiasi riduzione di truppe deve avvenire sulla base di fredde valutazioni militari e non di reazioni nervose da parte dei politici di Washington".
  Dopo il tentativo di revisionismo storico fatto nei giorni scorsi riguardo alla guerra in Vietnam, quando aveva detto che il vero errore era stato il ritiro delle truppe, ora Bush sembra cambiare rotta. Probabilmente ci sono nuove strategie in vista del rapporto sulla guerra che il presidente dovrá consegnare al Congresso il 15 settembre. Intanto anche la Gran Bretagna, principale alleato statunitense, sta gradualmente riportando a casa i suoi 5.500 soldati impegnati in Iraq. Forse il governo americano, che secondo l’Ansa avrebbe inviato 162 mila soldati, comincia a pensare che il compito si troppo gravoso per sostenerlo da solo.
Forse è il caso di uscire anche da questo pantano.

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