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La Venere di Scanderberg: al via Miss Arbereshe 2010.

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Categoria: CITTA'
Creato Giovedì, 22 Luglio 2010 16:30
Pubblicato Giovedì, 22 Luglio 2010 16:30
Scritto da Mimmo Loiero
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Miss Arberesh 2009Agate, perle, coriandolo, scaramazze, zaffiri, mirra, zafferano, linje, turchesi, skole, candusci, tormaline, argento...

Dove si possono trovare tutte queste cose insieme...  e tante altre? Ve lo dico io. In un concorso di bellezza.

 Dimenticatevi però corpi diafani e magrezze al limite dell'anoressia, dimenticate nudità patinate ed artificiali, dimenticate firme e parole come casual e vogue, dimenticate boccucce a forma di cuore che sussurrano: "cheese" alla moltitudine di paparazzi...

Miss Arbereshe, il concorso di bellezza di Spezzano Albanese che premia la bellezza delle discendenti di Scanderberg e che avrà il suo epilogo nella notte del 22 agosto al Teatro Comunale, più che una passerella, è una festa per occhi. In tutti i sensi. E per tutti i sensi. Quello che colpisce a prima vista sono i colori. Quei blu, quei rossi, quel bianco e nero che richiamano...

L'oriente? No il Mediterraneo.

Quei colori e quelle forme dei costumi che coprono, o forse no, sottolineano forme e rotondità sensuali. E dietro quelle forme e quei colori, sguardi e occhi capaci di muovere montagne.

Anche qui si premia la bellezza. ma quale? Non quella dei famosi tre numeri (tette girovita e glutei) che, per quasi tutto il novecento, hanno sintetizzato fascino sensualità e bellezza dell'altra metà del cielo. Neppure  il sogno malato dei couturiers che, negli ultimi decenni, hanno imposto come modello di bellezza e sensualità un efebismo pelleossa che facesse da gruccia per i loro abiti sempre più triti e ritriti.

Quale è allora il canone di bellezza per le figlie di Scanderberg? La risposta è aperta. O forse no. Nel senso che, a guardare le immagini, non può che essere molto distante da quello che propongono le fabbriche di miss della penisola. L'edizione di quest'anno è sponsorizzata dalla Distilleria Caffo, la famosa produttrice di quell'elisir di lunga vita che è il Vecchio Amaro del Capo. Si dice che stia lanciando un nuovo prodotto che chiamerà Arabesh. L'assonanza con Arbereshe non dovrebbe essere solo fonica ma di sapori, di aromi, di essenze sottili inesprimibili con etimi di qualunque linguaggio.

Miss Arberesh Edizione 2009Accanto alla manifestazione c'è, come in ogni concorso di Miss che si rispetti, un gioielliere. Stanislao Misurelli racconta, attraverso le sue opere di pietre e ori finemente cesellate, la cultura ed il gusto arbereshe come crogiuolo (mai termine fu così appropriato) di stili e influenze... Turchesche, Arabe, Slave? No semplicemente mediterranee. E qui chiudo ma senza rinunciare ad una riflessione politica. Mischiare la politica con le miss (e i gioielli) non è cosa inusuale. Ma la riflessione che vi suggerisco non è cosa da neoemismi. Non di escort voglio parlare ma di integrazione e rispetto.

La cultura arbereshe che dà lustro alla Calabria in tanti campi che vanno dalla letteratura, alla coltura dei vigneti, all'artigianato, è figlia di un evento che la stupidità politica di questo inizio di millennio descriverebbe con parole come: respingimento, clandestini, extracomunitari, permessi di soggiorno... La migrazione di massa di un'etnia che oggi, nella migliore delle ipotesi sarebbe "costretta" ad una integrazione forzata, a dimenticare lingua usi e costumi. Proprio quella lingua, usi e costumi che oggi guardiamo con stupore e meravigliata ammirazione.