Quando il sole della cultura è basso i nani sembrano giganti

Karl Kraus

   
   

Storie fatti e persone delle nostre città

Soverato. Il ministro Bianchi sulla politica dei trasporti.

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Un centinaio di chilometri di strada ad una sola corsia di pochi metri che viaggia spesso su ponti e viadotti di poco più di quattro metri, strutture costruite in gran parte tra la fine dell'ottocento ed i primi del novecento, con poca manutenzione e mai ammodernate.

 Questa, che viene impropriamente definita strada statale, attraversa, disturba e inquina una ventina di centri urbani.

E' la famigerata SS106, o più precisamente il tratto Catanzaro-Caulonia della SS106,  la strada della morte, il moloch che esige in sacrificio ogni anni decine di vittime,  la croce e il tormento di ognuno degli abitanti (e dei turisti) che deve spostarsi per andare a casa, al lavoro, negli uffici, all'ospedale, al mare, alla stazione di Lamezia, all'aeroporto.
Fino a una decina di anni fa, gli abitanti di questa che veniva chiamata Calabria Ultra usufruivano di una strada migliore e con minore traffico, e avevano pure l'alternativa del treno, con una ferrovia litoranea, anch'essa della fine dell'ottocento, lentissima e mai elettrificata, che però con più corse quotidiane assorbiva una buona parte del traffico pendolare contribuendo a tenere l'intasamento della ss106 entro un livello di sopportazione.
Fino a quando le FS non acquisirono la parte più becera della "filosofia d'impresa" e cominciarono a tagliare treni, fermate, stazioni, manutenzione fino a cancellare, con il governo passato, anche solo il ricordo e la speranza di viaggiare sulle rotaie.
Questa la situazione che un'assemblea di amministratori locali (provincia comuni comunità montane, assente la regione) promossa e coordinata da Franco Nisticò, che da anni anima un comitato di lotta, ha prospettato al ministro con parole antiche e logorate di rabbia, rivendicazione stanca del diritto di mobilità, implorazione, perfino, di una maggiore attenzione verso questo comprensorio.
Il ministro Bianchi ha risposto molto puntualmente e senza mezzi termini:
- Per quanto riguarda la Superstrada 106 con i soldi stornati dal Ponte di Messina si finanziano i lotti che dalla Lucania servono a raggiungere Crotone che pure già avevano avuto diversi ammodernamenti. Per quanto riguarda il completamento (e quindi questo tratto che sarà probabilmente l'ultimo) ci vorranno una ventina d'anni. Nel frattempo è possibile, forse, trovare i soldi per una, non meglio definita e definibile, messa in sicurezza. Ci sarebbero i soldi assegnati alle province. Bisognerà vedere come verranno spesi
- E' vero che i problemi della Calabria continuano a non trovare soluzione. ma la colpa è della totale mancanza di progettualità e della assenza istituzionale della regione. Le altre regioni presentano una carrellata di progetti ed un totale potente accordo delle diverse istituzioni locali (regione, province, comuni, associazioni di categoria e quant'altro) in questa maniera riescono a prevalere sulle richieste limitate e particolari dei singoli politici calabresi (le poche volte che si sognano di presentarle ai tavoli delle trattative.
- La ferrovia jonica dovrebbe essere potenziata con la costruzione di un secondo binario e la elettrificazione. E' un progetto di lunga durata, una ventina d'anni, e nel frattempo forse con una serie di mediazioni è possibile ottenere da Trenitalia il ripristino di qualche tratta. Anche qui, però, una buona progettualità unita alla pressione concorde delle istituzioni locali, può ottenere moltissimo.
Il ministro Bianchi ha pure annunciato la presentazione del Piano nazionale della mobilità elaborato dal suo ministero sollecitando tutti a premere sull'istituzione regione perché elabori un Piano regionale così come stanno già facendo le altre regioni.

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