Quando il sole della cultura è basso i nani sembrano giganti

Karl Kraus

   
   

Storie fatti e persone delle nostre città

Soverato. Bomba al Comune.

Dettagli

Una bomba distrugge l'ingresso del comune
(guarda in fondo il video delle interviste)
di Mimmo Loiero

Un potente deflagrazione avvertita in tutta la città intorno alle ore 20,45 di ieri sera ha ricordato ai soveratesi che la loro città, se mai veramente lo è stata, non è più una eccezione in quanto a presenza operativa delle cosche mafiose. Questo il sentimento più forte tra la folla di cittadini accorsi in piazza.

Un ordigno di notevole potenza ha distrutto la porta di ingresso laterale del municipio, quella che introduce agli uffici della polizia municipale, e fatto crepare i vetri degli edifici di fronte, ma avrebbe potuto provocare ben altri danni a quell'ora ed in quel posto solitamente molto frequentato soprattutto da ragazzi e ragazze.
Proprio l'ora della deflagrazione la dice lunga sugli intenti intimidatori e sulla natura dell'attentato condotto, con arroganza criminale, da qualcuno che non ha avuto la minima preoccupazione di mettere a rischio la vita delle persone, né tantomeno di poter essere visto e denunciato.
Negli ambienti politici della città, importante centro turistico che si fregia dell'appellativo di Perla dello Jonio, a destra e a sinistra, non v'è dubbio alcuno sulla natura intimidatoria del gesto che potrebbe anche essere collegato, si sussurra qua e la a mezza voce, alla questione urbanistica.
Ed è proprio dall'ambiente politico della città che viene fuori una certa "sofferenza" che proprio ieri sera, ma non è certo la prima volta, si è manifestata con evidenza clamorosa e preoccupante, quando la riunione del consiglio comunale, convocato d'urgenza dal presidente Tiani, viene clamorosamente disertata dalla quasi totalità dei consiglieri di maggioranza, dagli assessori e dal sindaco che pure in gran parte stazionavano davanti al municipio.
Un episodio gravissimo quasi quanto la bomba, che mostra l'istituzione comune divisa, lacerata da polemiche, incapace di dare esempio alla città facendo fronte con prontezza ed efficacia alla minaccia della criminalità.
Soverato attraversa da qualche anno una progressiva crisi economica che, almeno in parte, può essere collegabile a vicende amministrative. Un Piano Regolatore, bocciato qualche anno fa dagli uffici urbanistici regionali, perché sovradimensionato rispetto alle esigenze effettive della città, ha dato vita ad una prassi di concessioni in deroga con iter a volte  tormentato e controverso. Lo stesso piano parcheggi ha vissuto quest'estate un contrasto politico fortissimo e una vera e propria rivolta dei commercianti, mentre sono da collegare alla sistemazione dell'area di commercio ambulante sul lungomare alcune minacce consistenti in proiettili recapitati al sindaco e ad un consigliere comunale. Quest'ultimo episodio ha provocato, da parte dell'opposizione, una mozione di sfiducia (leggi) nei confronti del sindaco, accusato di avere ceduto alla stessa intimidazione, mozione respinta a maggioranza dal Consiglio comunale.
In città negli ultimi tempi si registrano pure una serie di atti criminosi riconducibili a probabili tentativi di intimidazione, danneggiamenti di veicoli, incendio di cassonetti della spazzatura, distruzione ed incendio di insegne di negozi. Notevole recrudescenza viene segnalata pure nel settore dello spaccio di droghe pesanti che ha provocato dolore e morte tra i giovani soveratesi e del comprensorio.
Proprio dal nostro giornale Il Calabrone è partito un importante campanello d'allarme, all'inizio dell'anno, con l'organizzazione della manifestazione Cento passi per il Sud liberato dalle mafie,  che ha visto decine di associazioni calabresi e centinaia di cittadini sfilare in un corteo-fiaccolata per denunciare questi pericoli. Inutile dire che la manifestazione, che ha avuto echi anche a livello nazionale, rimase sottovalutata, disertata e addirittura guardata con sufficienza e fastidio dai partiti locali, dal sindaco e dalle forze dell'ordine.
C'è un'aria gelida questi giorni a Soverato e non solo per colpa dell'inverno precoce e della pioggia violenta che evoca il ricordo della tragedia delle giare. C'è già da tempo, soprattutto per i giovani, la crisi economica, la mancanza di lavoro e di opportunità, la difficoltà di andare avanti, la stanchezza, la tentazione di mollare, la voglia di andare via, la constatazione desolante che vincono sempre i furbi e i prepotenti, che l'intelligenza, il lavoro, il merito, le capacità personali non contano niente. Oggi a tutto questo si aggiunge la paura per la propria sicurezza personale, per la vita.
La scommessa è di vincere queste paure, ritrovare una tensione morale e culturale, il sentimento di essere comunità coesa e solidale che non può essere dato dai giochi di quartiere, ma da una effettiva partecipazione alla vita politica sociale e culturale.  Alla politica soprattutto che deve tornare ad essere uno strumento di governo della comunità e non sporco arnese di potere ed arricchimento personale. Solo così si fermano le mafie.

 

Abbiamo pensato di raccogliere un pò di opinioni sullo scoppio della bomba al municipio di Soverato. Ci siamo rivolti alle persone più giovani. Probabilmente c'è da riflettere...

Interviste e video
realizzati da
Raffaella Cosentino
Luna Loiero



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Commenti   

 
0 # Sa 2010-03-02 16:27
Forse solo la violenza di un'esplosione può scuotere le coscienze...
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0 # Domenico 2010-03-02 16:33
E' veramente triste sentire ancora i giovani dire "voglio andare via da questa Calabria". Perchè non rimanere, invece, e cercare di cambiare le cose!Riuscirà mai la Calabria a risollevarsi se la mentalità è questa??? Cerchiamo di cambiare, mettiamocela tutta. Complimenti per il sito ciao
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0 # Viviana Santoro 2010-03-02 16:33
analisi seria e profonda di una situazione che non può non preoccupare...S overato...l'iso la che non c'è
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0 # Cillo 2010-03-02 16:34
IL NOSTRO SILENZIO E' PIU' ASSORDANTE DELLA BOMBA
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0 # Anonimo 2010-03-02 16:34
Mi fa piacere che quella ragazza (del video ndr) dica : "se la mafia è arrivata addirittura qui a soverato" vorrei dirle che soverato è provincia di catanzaro... calabria!!
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0 # Mimmo 2010-03-02 16:35
Che la mafia a Soverato non ci sia è una leggenda metropolitana che molti soveratani, a cominciare da chi più se ne dovrebbe preoccupare, se non altro per motivi istituzionali, si raccontano da anni. Sarebbe ora che aprissero gli occhi, o che mettessero gli occhiali.
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0 # Anonima mente 2010-03-02 16:36
La mafia a Soverato non esiste" Leggete l'ntervista al sindaco sul quotidiano del 13 ottobre.. Dice proprio così, "la mafia a Soverato non esiste".
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0 # Giuseppe 2010-03-02 16:37
Dopo la bomba è forse arrivato il momento di fare tutti un passo indietro: occorre tralasciare le logiche di schieramento, i protagonismi più o meno occulti, ma anche il familismo amorale connaturato alla nostra cultura meridionale. Occorre ritrovare coraggio e tensione morale.
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0 # Tommy 2010-03-02 16:37
Non bisogna stare a ragionare se è la mafia o meno, non servono fatti o azioni che lo testimoniano. Io rifletterei su ciò che è accaduto, su quanto è stato pericoloso per persone innocenti e mi chiederei perchè in uno stato democratico si deve arrivare a questo.
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