Quando il sole della cultura è basso i nani sembrano giganti

Karl Kraus

   
   

CINEMA

Amabili resti. Recensione.

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amabili.resti.locandinaSusie Salmon era una ragazzina di 14 anni innamorata di Ray, un suo compagno di scuola che la contraccambiava.

Pochi giorni prima dell’ appuntamento con il ragazzo dei suoi sogni, momento in cui avrebbe dato il suo primo bacio, Susie viene uccisa da un suo vicino di casa.
Era il 6 dicembre 1973.

La ragazzina rimane intrappolata nel luogo di mezzo, che si trova tra la terra e il cielo. Sarà lei stessa a narrare la sua triste storia e a descrivere ciò che provano le persone che ha lasciato e perfino ciò che sente il suo assassino.

Ispirato dal romanzo di Alice Sebold, il film diretto da Peter Jackson,  riesce a tirare i fili del sentimento, della suspance, della fantasia e della realtà in modo eccellente, come se stesse dirigendo uno spettacolo di burattini.

amabili.resti.scenaIl risultato è una pellicola di cui lo spettatore non si scorderà appena finiti i titoli di coda.

I famigliari manifesteranno diverse reazioni al lutto: la madre preferisce andarsene di casa per qualche tempo, la nonna cerca di mandare avanti la casa come può, il fratellino afferma di sapere dove si trovi Susie mentre il padre e la sorella minore continuano a cercare l’ assassino, arrivando quasi a scoprirlo, fatto che li metterà entrambi in pericolo.

Susie verrà a sapere di non essere sola nel luogo di mezzo e riuscirà a dare il suo tanto sospirato primo bacio.
Infine, la ragazza scoprirà che i nostri amabili resti sono le relazioni che si intrecciano in vita e quello che doniamo di noi agli altri, che riecheggeranno nell’eternità.

Un film che coinvolge dal primo fotogramma.

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