Quando il sole della cultura è basso i nani sembrano giganti

Karl Kraus

   
   

CINEMA

L'uomo nero, recensione.

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l'uomo neroPuglia, anni ’60.

Nel museo di Bari viene presentato l’Autoritratto con Bombetta di Cézanne. Ernesto Rossetti, marito e padre di famiglia, da sempre appassionato di pittura decide di rifare questo quadro, in omaggio all’artista, e di esporlo durante la mostra dei suoi quadri.

La critica smonta ogni suo entusiasmo e lui decide di ripetere l’opera.

Anche questa volta la critica non ha pietà e lui aggredisce con i fatti e le parole i critici, dicendo che il suo dipinto è migliore dell’originale. Dopo la sua morte, il figlio ormai diventato un uomo, scopre che quelle parole non erano intrise di superbia, ma di verità…

Ai fatti relativi al dipinto si intrecciano anche le vicende degli altri membri della famiglia: il figlio combina guai che è ossessionato da l’Uomo Nero e la moglie gelosa che si dedica interamente alla famiglia.

Film diretto da Sergio Rubini che interpreta anche il protagonista della storia.

l'uomo nero scenaPellicola la cui storia semplice, riesce a coinvolgere lo spettatore come se fosse un parente dei personaggi.

Un cast pieno di grandi nomi del cinema: Margherita Buy, Valeria Golino, Mario Maranzana, Maurizio Micheli e Riccardo Scamarcio.

Emozionante la scena finale, dove il figlio rincontra il padre defunto nei pressi di un cancello, che simboleggia il confine tra il mondo dei vivi e quello dei trapassi.

Un ottimo film, la conferma del talento di Sergio Rubini.

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