Quando il sole della cultura è basso i nani sembrano giganti

Karl Kraus

   
   

CINEMA

Dorian Gray, recensione.

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dorian grayDorian Gray arriva a Londra, a vent’anni, unico erede del nonno materno. Trasferitosi in questa città, inizia a frequentare i salotti e le feste dei nobili londinesi, qui conosce un artista che dipinge un suo ritratto e incontra anche un uomo che lo inizia ad una vita fatta di sregolatezze e consacrata alla ricerca costate del piacere e del divertimento: in poco tempo dell’ aria innocente ed ingenua del ragazzo non rimane molto.

Il ritratto inizia a invecchiare al posto di Dorian, accusando al suo posto i segni e le brutture della vita che lui conduce. Questo è il suo più grande segreto e perché non venga svelato non si ferma nemmeno davanti all’omicidio.

Ritornato da un lungo viaggio, rivede le persone che frequentava; i loro volti sono invecchiati, mentre il suo è rimasto immutato.

La pesantezza dei suoi trascorsi e i fantasmi del passato, cominciano a perseguitare Dorian che decide di redimersi, per farlo c’è un’unica soluzione…

dorian gray scenaUn film tratto da un classico di Oscar Wilde, che però presenta alcune variazioni, figlie della mente del regista.

Ottimi gli effetti speciali. Un film che sa come conquistare gli spettatori. Il protagonista interpreta egregiamente il suo ruolo, ma non rende giustizia alla bellezza che viene attribuita a Dorian Gray.

Buona la recitazione del resto del cast; ambientazioni adatte alla storia narrata.

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