Quando il sole della cultura è basso i nani sembrano giganti

Karl Kraus

   
   

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Il giornale di Soverato e del comprensorio soveratese, come nasce Il Calabrone.

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Questo è il documento di fondazione del giornale mensile Il Calabrone che nasce nella sede dell'Adgraphisart a Satriano marina  nel mese di novembre del 2001.
Nel 2005 l'editore Mimmo Loiero vende la proprietà della rivista a metasud al prezzo di €0,01
Dal 2005 editore della rivista è l'Associazione Culturale Metasud
il calabrone mensile


IL CALABRONE

La voce dell'Altra Calabria. Documento di fondazione. Anno 2001

Un giornale nuovo.
Per raccontare fatti, persone, comunità.
Per raccontare come si produce e si sciupa, come si governa e si sgoverna, ma anche come si mangia, come si ride e come si piange, come si ama.
Per raccontare mode e modi di essere di vivere e di sopravvivere.
Senza tacere arroganze idiozie e delitti.
Una comunità che si racconta,  forse, non é condannata a ripetere errori, a rimpiangere glorie passate.
Un giornale nuovo , per informare  in/formare su quello che c’é e magari non si vede, su quello che manca e quindi ugualmente non si vede, su quello che c’é ed é evidente a tutti ma nessuno ne parla ed é quindi come se non si vedesse.
Una voce che viene dal sud: solare, calda,  polemica,  ironica, qualche volta arrabbiata.
Mai servile, mai neutra, mai pregiudizialmente schierata.
Il Calabrone sarà presente una volta al mese, a metà mese, in tutte le edicole del comprensorio soveratese e nelle librerie ed edicole più importanti della regione.
Forse anche altrove.
Cercheremo di parlare un linguaggio chiaro, semplice, scarno magari, ma ricco e coinvolgente, con molte foto e illustrazioni.
Faremo di tutto per non parlarci addosso, per non essere megafono di potenti e fesserie.
Vorremmo che con Il Calabrone provassero a collaborare in tanti: quelli  più curiosi, di buona memoria, ironici, informati, coraggiosi, liberi, innamorati (di teatro, di cinema, di libri, di musica, di animali, di mare, di computers, di moda... di Maria Giovanna)
Il Calabrone non accetterà sovvenzioni e regalie, in nessuna forma e per nessun motivo, da parte di nessuno,  ma vivrà di pubblicità, abbonamenti
e vendite.
Come si conviene ad un giornale.
Mimmo Loiero

Il colore del Calabrone.

Se chiedete a qualcuno di che colore é il calabrone, é possibile che vi sentiate rispondere: nero.
Infatti molti scambiano il calabrone con altri tipi d’insetti, di colore tendente al nero, che  appartengono alla famiglia degli scarabei.

Davvero sono tempi strani questi.

Si confonde tutto: il bello con il brutto, il rosso con il nero, la guerra con la pace, la sinistra con la destra, l’arte del governo con la capacità di fare i propri interessi, la passione politica con la voglia di apparire, il paraculismo con il carisma.
Così é facile che qualcuno scambi il nobile Calabrone con un  banale Onthofagus o addirittura con un Tenebrius...

Nero come un calabrone si dice... ma é una fesseria, un luogo comune come ce ne sono tanti. Il Calabrone,  Vespa Crabro, é di un bel colore giallorosso, appartiene alla famiglia delle vespine, é un essere estremamente sociale e corre di fiore in fiore, in primavera, in cerca di nettare.

E’ vero il Calabrone ronza, non é controllabile o addomesticabile come le api, e per di più punge. Soprattutto gli incauti che minacciano sporcano o disturbano la sua comunità.
E’ probabile che la Vespa Crabro abbia derivato il nome Calabrone dalla Calabria dove é molto diffuso o forse dal carattere dei calabresi bizzoso e non certo docile.

Come il calabrone il calabrese non é nero. Lo diventa solo quando s’incazza.

 

IL VOLO DEL CALABRONE
   
   
   
© Adgraphisart Mimmo Loiero