Quando il sole della cultura è basso i nani sembrano giganti

Karl Kraus

   
   

ARTE

La Vergine Annunciata di Antonello da Messina.

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vargine annunciatadi Angela Baldassarre

Antonello da Messina, purissimo artista siciliano attivo a cavallo fra il 1400 ed il 1500 ci ha lasciato, fra i tanti capolavori, la famosissima Vergine Annunciata ospitata nella Galleria di Palazzo Abatellis a Palermo.


Osservandola mi chiedo, non sentendomi certamente sola, se si sia mai visto nella storia dei capolavori dell'arte mondiale uno sguardo più triste e allo stesso tempo più dolce di questa ragazzina del Sud. Indifesa creatura colta in un momento di vitale riflessione, sembra rimettersi placidamente al destino che l'attende, ma quante emozioni in un piccolo attimo.
Un velo di angoscia scivola sugli occhi ... un bimbo da crescere è una grande responsabilità ed ecco quindi la mano alzata ad arrestare gli eventi mentre l'altra ad abbottonare il manto appena sopra le pagine svolazzanti del Libro. In verità non vorrebbe ancora, desidererebbe fermarlo, sottrarsi al suo destino di donna quando ancora non lo è.
E vuole dirglielo che ha paura, che vuole essere ancora figlia...ma già il pensiero corre dolcemente ad immaginare ciò che si annida dentro di sé; timoroso, bel pensiero che da secoli percorre la mente di tutte le donne che in un attimo si trasformano da figlie a madri.

Antonello da Messina, breve biografia.


Antonello da Messina nacque a Messina intorno al 1425-30.

Si formò alla bottega del Colantonio a Napoli al tempo di Alfonso I che accoglieva artisti di varie provenienze soprattutto dalle Fiandre. Antonello da Messina si può definire uno dei più grandi pittori rinascimentali dell'Italia meridionale ed esponente della pittura fiamminga in Italia. Compì numerosi viaggi fu a Venezia, Milano, in Provenza, a Roma.

Tra il 1460 e il 1465 lo troviamo a Messina, la sua pittura in questo periodo è caratterizzato dalla presenza di elementi fiamminghi e provenzali per esempio nel San Girolamo penitente che si trova al museo nazionale di Reggio Calabria e nel Ritratto virile del museo di Cefalù.

Dopo questo periodo, per circa cinque anni, compì altri viaggi di aggiornamento come dimostrano le opere che realizzò: il Salvator Mundi che si trova a Londra nel quale ci appare la conoscenza delle opere di Piero della Francesca sia nel senso volumetrico che nella semplificazione geometrica delle forme, senza rinunciare al colorismo tipicamente fiammingo. Sintesi perfetta del gusto per il particolare tipicamente fiammingo e di impianto spaziale pierfrancescano è la Madonna col Bambino della National Gallery di Washington.

Ritornato a Messina eseguì numerose altre opere come il Politico di San Gregorio conservato al museo di Messina, l'Annunciazione oggi in cattivo stato di conservazione e il San Girolamo nello studio. Una delle opere più famose di Antonello è l'Annunciata la cui datazione è incerta ma che sembra posteriore al suo viaggio di Venezia effettuato nel 1475 dove eseguì alcune opere come il San Sebastiano forse facente parte del trittico di San Rocco nella chiesa di San Giuliano. Ancora abbiamo la Pala di San Cassiano che oggi si trova a Vienna e che servì da modello ad altri artisti che dipinsero lo stesso soggetto. La Pietà del Museo Correr di Venezia risulta essere il punto d'arrivo della sua ricerca sul rapporto luce ombra, infatti il corpo di Cristo si viene a comporre grazie alla luce mentre il fondo rimane in ombra.

Nel 1476 Antonello ritornò a Messina dove restò fino alla morte che sopraggiunse tre anni dopo.

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