Quando il sole della cultura è basso i nani sembrano giganti

Karl Kraus

   
   

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Caccia a 360°.

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cacciatoreOgni anno all’apertura della stagione di caccia, migliaia di animalisti insorgono contro questo sport, ma quali sono i motivi per cui essi sono contrari all’attività venatoria?

Approfondendo il discorso, troveremo motivi che vanno al di là della salvaguardia della fauna.

Il primo punto su cui l’attenzione si focalizza quando si parla di caccia è l’uccisione degli animali: l’uomo li uccideva in passato per cibarsene, fin dalla preistoria ciò è avvenuto ma ora, con le sempre più diffuse alimentazioni prive di alimenti di origine animale - vegetariana e vegana – che consentono un’ottima vita, facendo combaciare l’amore per la natura, per gli animali, per sé stessi e gli altri, senza rinunciare al gusto, ciò non è più tollerabile.

E per chi volesse comunque mantenere una dieta onnivora, non c’è certo bisogno di andare ad uccidere gli animali selvatici: sembra pensarla così la maggior parte degli italiani, da recenti sondaggi infatti risulta che sono più le persone contrarie alla caccia che quelle a favore di essa e ciò è riscontrato anche nel fatto che la cacciagione registra bassi incassi in termini di vendita. Migliaia di vite vengono spezzate per niente.

Avvalora ulteriormente questa osservazione il fatto che una recente manifestazione organizzata a Roma dai cacciatori ha avuto scarso riscontro.

Perché durante il periodo venatorio ci siano più animali da abbattere, vengono allevati appositamente per essere messi in libertà ed essere impallinati.

Una specie allevata appositamente a questo scopo è quella dei fagiani. Quando gli esemplari vengono liberati, essendo stati fin dalla nascita a contatto con l’uomo che ha fornito loro acqua e cibo, non sanno procurarsi il sostentamento da soli quindi, escluse altre cause, o muoiono di fame e di sete o colpiti da un cacciatore.

E’ facile riconoscere un animale “da allevamento” da uno selvatico: lo si vede in stato confusionale, girare alla cieca e a volte fermo immobile ad osservare ciò che ha intorno. In queste condizioni chiunque può avvicinarlo per catturarlo e magari fargli del male o investirlo con l’auto.

La caccia viene anche impiegata nei casi di sovra popolamento di una certa specie animale. Se escludiamo le cause di questo sbilancio che sono quasi sempre a carico dell’essere umano, anche in questo caso non c’è bisogno di ricorrere ai fucili: si potrebbe prelevare un certo numero di animali, sterilizzarli e poi rilasciarli, ma ciò non viene attuato perché questo progetto comporterebbe una spesa e in confronto le pallottole costano molto meno. Davanti a ciò una domanda sorge spontanea: quanto vale davvero una vita?

cacciaInoltre è stato riscontrato che non si può dire ai cacciatori “sparate solo alla tal specie di animale” per il semplice fatto che non le riconoscono!

Nonostante siano illegali, vengono a volte utilizzate le tagliole, utensili in metallo muniti di dentelli che si chiudono se vengono pestate.

Una volta rimasto imprigionato l’animale muore per dissanguamento oppure si morde la zampa da solo per liberarsi, sempre che non arrivino i cacciatori e finiscano loro la povera bestia.

Quando si parla di caccia si pensa subito alle vittime, ma come in ogni guerra non ci sono vinti o vincitori in un solo esercito: i cacciatori sono sempre accompagnati dai propri cani, addestrati appositamente per tale scopo.

Non  è raro che i cani da caccia subiscano maltrattamenti fisici e anche psicologici, un esempio è che essi  vengono tenuti rinchiusi fino al momento della caccia, perché siano più stimolati e diano tutti sé stessi nell’inseguimento delle prede o che vengano malmenati per stimolare la loro aggressività.

Non è difficile trovare cani selezionati per la caccia abbandonati nei canili o nei rifugi: ci sono esemplari che nonostante appartengano a razze “da caccia” non sono inclini a tale pratica e perciò il padrone si libera di loro. La stessa sorte tocca ai cani anziani e non più utili.

Nella caccia al cinghiale, inoltre, è facile che i cani vengano colpiti dalle zanne affilate dell’animale che cerca di difendersi o di proteggerei propri cuccioli.

Gli animali colpiti nel peggiore dei casi ci rimettono la vita. Come se tutto ciò non bastasse non è nemmeno da sottovalutare la possibilità degli avvelenamenti dei cani, tramite le classiche ma letali polpette avvelenate, per scoraggiare la concorrenza.

Un altro punto che fa storcere il naso a molti è il fatto che i cacciatori possano svolgere le loro attività su terreni privati, senza l’autorizzazione dei proprietari e anche vicino a centri abitati, ciò fa preoccupare le persone che si sentono giustamente minacciate dalle armi e che la presenza di uomini armati può diventare una minaccia anche per gli animali di proprietà.

Tra gli individui che popolano i centri abitati ci possono essere anche ammalati di cuore a cui non giova di certo sentire degli spari improvvisi; i contadini si ritrovano i loro campi seminati calpestati, senza poter fare nulla. In pratica i proprietari di  terreni non sono padroni in casa propria.

Chi non vuole i cacciatori sul proprio territorio, ha solo due alternative: recintare l’intera area oppure presentare domanda scritta alla propria Provincia, che il più delle volte la respinge.

Visto che cercare di dissuadere chi spara a non farlo è praticamente inutile, la LAC (Lega per l’Abolizione della Caccia) si è impegnata ad aiutare coloro che si oppongono ai cacciatori e alla legge che consente loro di entrare nelle proprietà private, senza autorizzazione, il tutto completamente gratuito.

Per maggiori approfondimenti vi rimando a questa pagina web, presa proprio dal sito ufficiale dell’associazione sopra citata:

http://www.abolizionecaccia.it/approfondimenti/abolizione-art842-codice-civile/

Quando si apre il periodo di caccia quasi ogni giorno si sente di questo o quell’altro cacciatore che si è preso una pallottola da un suo “collega” scambiato per un animale. A volte ad essere impallinata  è una persona a caso, rea solo di essere passata di lì nel momento sbagliato.

In questi casi si può certamente andare per vie legali, ma sta di fatto che chi viene scambiato per selvaggina ha comunque la peggio.

Stesso discorso vale se accidentalmente una persona finisce con un arto incastrato dentro una delle trappole utilizzate dai cacciatori, tra cui ci sono le tagliole, già menzionate in questo articolo.

Un altro grave problema è quello dei bossoli, altamente inquinanti, che vengono lasciati sul terreno.

Tutto questo potrebbe peggiorare se la proposta di legge Orsi dovesse essere approvata. Anche in questo caso vi rimando a una pagina web della LAC:

http://www.abolizionecaccia.it/notizie/pdl-antifauna/

Alcuni  cacciatori però sono “recuperabili”: esistono diverse testimonianze di persone che hanno abbandonato il fucile dopo essere stati ossessionati notte e giorno dagli occhi e dallo sguardo che è stato rivolto a loro dall’ ultima vittima a cui hanno sparato e sono poi diventati difensori della natura.

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Commenti   

 
0 # giovanna nazzaro 2010-04-22 10:26
:D ottimo articolo
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0 # Guest 2010-04-22 17:05
in Sardegna la caccia è molto diffusa, le tue osservazioni sono precise, infatti ho dei cani da caccia liberati da cacciatori perchè avevano paura degli spari, e sovente sono stata minacciata da questi signori e non è piacevole vedersi puntare addosso un arma da fuoco, sono un pò scettica sul fatto che possano redimersi, sono persone con una discreta dose di violenza insita nell'animo. Complimenti per l'articolo!
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0 # elisabetta 2010-04-22 19:46
poveri animali e poveri anche i cani dei cacciatori che alcuni non danno da mangiare cosi rendono di piu
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0 # elisabetta 2010-04-22 19:49
POVERI ANIMALI E SOLIDARIETA ANCHE PER I CANI DEI CACCIATORI CHE QUALCUNO A USANZA D'AFFAMARE PRIMA DI OGNI BATTUTA DI CACCIA
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0 # epagneul 2010-04-25 08:36
E' un articolo pieno di volute imprecisioni ed improntato ad una ipocrita falsità. Ringraziate che il "popolo venatorio" sia, in questo momento storico, rappresentato da persone del tutto inette, e dunque, privo di effettiva difesa.
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0 # Federica Rubini 2010-04-26 15:57
EPAGNEUL, QUALI SONO LE IMPRECISIONI E LE FALSITA' CHE HO SCRITTO?
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0 # Raffaella Malgoni 2011-06-30 21:19
Ciò che segue sembra un racconto di fantasia, ma è tutto vero, ho vissuto ogni istante. Io giudico la caccia come un furto, nei confronti degli altri animali si tratta della privazione ingiustificata della vita e della libertà, nei confronti delle persone che desiderano vivere il mondo che ci circonda senza portarvi distruzione e inquinamento (molti i metalli pesanti che la caccia lascia dietro di sè) si tratta dell'imposizion e di una presenza non solo pericolosa (basta contare i morti ogni anno),ma anche rumorosa e violenta di una minoranza nei confronti di tantissimi che sono contrari e che dopo il passaggio dei cacciatori non possono più godere di un ambiente intatto (gli animali sono terrorizzati dalla presenza umana e l'ambiente perde la sua integrità). Spero si riparli presto di un referendum per l'abolizione dell'attività venatoria in Italia e per il ritorno ad una gestione protettiva e costruttiva del territorio che nulla abbia a che vedere con lo sparare a ogni costo e con il rendere tutti noi complici di infamie come l'uccellagione per i richiami vivi o gli allevamenti per il rilascio di selvatici che selvatici non lo saranno mai. Sul valore etico dell'essere contrari alla caccia io non ho mai avuto alcun dubbio.
Ringrazio Federica Rubini per il suo articolo e per avermi dato la possibilità di raccontare qui ciò che ho vissuto.
"Vi racconto quello che le persone non vedono, quello che chi sostiene la causa dei cacciatori non dice, vi racconto ciò che ho vissuto e il macigno che ho sul cuore. Io e mio marito amiamo le foreste e gli animali che le abitano, in una foresta ci sentiamo a casa, ci sentiamo al sicuro. Eravamo in una delle più belle foreste di tutto l'Alto Adige, era tardo pomeriggio, la notte aveva portato la pioggia, l'aria era pura e densa di profumi verdi, di terra bagnata, di resina e muschi. Nella foresta non sei mai solo, ecco la vera grande ricchezza; puoi sentire il battito di un becco su un tronco e sai che un picchio sta cercando nelle cavità del legno la sua cena; puoi sentire un lieve grattìo di unghiette in alto fra i rami e sai che uno scoiattolo sta compiendo le sue agili evoluzioni lungo la corteccia di un abete, alzi lo sguardo cercandolo pur sapendo che lui ti avrà già visto da un pezzo e sta correndo sulla parte opposta dell'albero, dove i tuoi occhi non possono scoprirlo; puoi udire il grido acuto del falco e sai che in quel momento si sta librando ad ali spiegate sopra la foresta e forse sta danzando con la sua compagna, roteando nel cielo e arrivando ad un battito d'ala dall' agganciare gli artigli di lei per poi allontanarsi di nuovo e ancora e ancora, in un ballo che non sa dei tuoi occhi indiscreti; puoi udire un leggero trapestìo, ti puoi fermare cercando di vedere dove, di capire chi, ma sai che il più delle volte è inutile, forse una volpe è passata leggera e veloce, forse un gatto sta tornando a casa, forse un topolino si è allontanato troppo dalla tana o una lepre ha deciso che sei arrivato davvero troppo vicino. In una foresta non sei mai solo....ma poi senti uno sparo, improvviso, non hai dubbi che oltre l'ultima fila di alberi, dove la foresta è stata abbattuta per creare il pascolo per gli animali allevati dall'uomo, c'è una casetta di legno, poggia su tronchi, è posta in alto e le sue finestrelle sono occhi.. occhi bui; sembra innocua, potrebbe esserlo, potrebbe essere un mezzo per spiare senza creare danno nè paura, senza inserirsi con ferocia nella vita di chi ha già tanti problemi per sopravvivere, per trovare riparo per sè e per i propri cuccioli, per resistere al gelo dell'inverno, alla siccità dell'estate.......
senti quello sparo e sai che invece in quella casetta c'è qualcuno che aspettava, stava lì con un fucile aspettando chi sarebbe uscito dalla foresta portando con sè i propri piccoli per brucare l'erba più saporita, quella cresciuta al sole e che ha bevuto la pioggia ....qualcuno aspettava con la voglia di sparare, con la voglia di uccidere. Senti lo sparo, ti fermi e sai che là in fondo, dove il tuo sguardo non arriva qualcuno è stato assassinato.... .ti fermi e non ti senti più a casa, ti senti un intruso, ti senti sbagliato, hai voglia di correre via gridando che sei un essere umano e ti vergogni...ti vergogni....ti vergogni....... perchè le leggi degli uomini permettono questa oscenità, perchè contro il tuo desiderio e il tuo diritto di essere parte di un mondo ci sono forze che permettono ad altri di stuprarlo quel mondo che ami, di massacrarlo e tu non hai potuto nulla, se non stare lì a sentire tutto il peso di questo orrore e della tua vergogna.
Poi senti un fruscìo e a non più di due metri da te c'è un capriolo, è poco più di un cucciolo, resti immobile, la tua vista è più netta mentre il tuo cuore rallenta, ti accorgi che non stai nemmeno respirando..lui ha frenato la sua corsa, i suoii occhi sono diventati così grandi... le sue narici fremono, è facile capire che ha paura, una immensa paura; non è mai stato così vicino ad un essere umano, non sarebbe dovuto accadere, ma c'è qualcosa che lo attira, ti guarda fisso per un istante, fa due, tre passi e corre via. Non fai in tempo a muoverti, a scuoterti dallo stupore che tutto si ripete...ora ti sembra davvero di sognare, mai nella foresta ti è capitato di veder sfilare al tuo fianco due caprioli, così vicino a te, così spaventati eppure tanto determinati a lottare contro il proprio terrore. Stessa scena, ancora due occhi pieni di paura che ti osservano, ancora zampette che si fermano e poi ripartono veloci sulla scia del cucciolo precedente.
E' troppo, nonostante il desiderio di trascinare vià da lì il tuo cuore a pezzi decidi di seguirli, di cercare di capire. Non sono molto lontani, tu ti trovi un poco più in alto di loro e puoi vederli bene.
Sono fermi, uno di fianco all'altro stanno immobili come statue, i loro occhi sono dilatati per il terrore, ma restano lì...sono poco più che cuccioli e i loro musi puntano oltre quell'ultima fila di alberi. All'improvviso non vedi più gli abeti, vedi "uomini" intorno a una femmina di capriolo morta...puoi vedere la loro soddisfazione, puoi sentire i loro commenti...guar di i due piccoli, anche loro sanno, ma non riescono a non aspettare, a non sperare di vederla tornare.........
e la tua anima inizia a urlare, senti i tuoi occhi bruciare, le tue mascelle serrarsi e i tuoi piedi lentamente, con infinita attenzione si muovono, arretrano, attenti a non smuovere nemmeno il più piccolo rametto...
e te ne vai, con un grande vuoto dentro, una rabbia gelida e una profonda malinconia .....
che da allora non mi ha più abbandonato... là fuori ci sono cose che non posso dimenticare nè smettere di combattere e che agiscono sulla vita di tutti noi più di quanto chiunque sia disposto ad ammettere."
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0 # Federica Rubini 2011-07-01 07:17
Grazie per la tua testimonianza!
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