Quando il sole della cultura è basso i nani sembrano giganti

Karl Kraus

   
   

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Essere consumatori consapevoli: Uno stile di vita ecosostenibile.

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vegetarianiIn tutto il mondo sono in costante aumento, le persone che abbracciano un’alimentazione priva di prodotti che hanno origine dal regno animale o che ne limitano semplicemente l’assunzione, esse vengono definite vegetariani o vegani.

Qual è la differenza tra vegetariani e vegani?

La differenza tra i due stili di vita è che i vegetariani escludono dalla propria alimentazione solo carne e pesce, assumendo invece altri generi alimentari che provengono dagli animali, mentre i vegani escludono dalla loro dieta anche qualsiasi altro cibo che proviene da essi, quindi anche miele, formaggio, uova, latte, latticini.

Quali sono i motivi che spingono a tali decisioni?

I motivi che portano a compiere queste scelte sono molteplici, analizziamoli:

SALUTE- Si sente sempre più parlare delle “malattie del benessere”, esse sono causate principalmente dall’eccessivo consumo di prodotti di origine animale.

Le malattie a cui ci si riferisce sono: tumori, ipertensione, arteriosclerosi, infarto, ictus, diabete, obesità, osteoporosi, calcoli e via dicendo.

Agli animali negli allevamenti, vengono somministrate massicce dose di ormoni della crescita e antibiotici di vario tipo, che vengono assunti anche da chi si ciba della loro carne.

Ci sono stati casi in cui a bambini, di entrambi i sessi, cresceva il seno, e ciò era causato dagli ormoni contenuti nella carne. Inoltre, gli antibiotici che vengono fatti assumere agli animali, rendono poi sempre più immuni a tali farmaci chi adotta una dieta onnivora.

Anche il pesce non è esente da inconvenienti di questo tipo: quelli allevati, vengono nutriti con ogni sorta di sostanze chimiche; il pescato, invece è un vero e proprio concentrato di sostanze tossiche (la diossina in primis).

Inoltre, ogni volta che si mangia carne, nel sangue c’è un anomalo aumento dei globuli bianchi che si verifica solo in presenza di una malattia. Questo perché il nostro organismo riconosce la carne come un pericolo, un elemento estraneo da combattere.

L’assunzione di proteine animali (quindi non solo carne e pesce, ma anche latte, latticini e uova) fa sì che il calcio venga eliminato attraverso le urine.

Gli animali carnivori hanno succhi gastrici venti volte più potenti dei nostri, infatti noi, per come siamo strutturati fisicamente, non siamo fatti per mangiare carne.

In ultimo, la carne aumenta l’aggressività di chi la mangia e viene cosparsa di cianuro, in piccole dosi non letali, in modo da donarle qual rosso vivo tanto appetitoso; spesso i macellai, al posto del coniglio, vendono i gatti – e questa non è una leggenda metropolitana!

E’ stato dimostrato attraverso studi epidemiologici  che coloro che hanno un’alimentazione priva di qualsiasi prodotto di origine animale, vive più a lungo ed è più sano: infatti ha l’ 80% in meno di probabilità di riscontrare le malattie sopraccitate.

SOCIALE – Per rispondere adeguatamente alla continua e crescente richiesta di carne, c’è bisogno di spazio per coltivare i cereali destinati al mantenimento degli animali – spesso OGM - perciò si disboscano ettari di terreno nei paesi del Terzo Mondo e si affama sempre più la gente del luogo, a questo scopo - questo metodo è incentivato soprattutto dai fast food.

Le produzioni di cereali sono destinate all’esportazione, così facendo le popolazioni del terzo mondo si vedono portare via il cibo che potrebbe sfamare i loro figli.

Coltivando con la soia questi terreni, si otterrebbe il triplo di proteine che sarebbero in grado di sfamare anche i paesi più arretrati.

Spesso si pensa che evitando il consumo di alimenti di origine animale, si avranno meno posti di lavoro. E’ esattamente il contrario: la maggior parte degli allevatori lavora in succida – cioè, gli animali non sono di sua proprietà. Questo modo di lavorare non rende molto e spesso i piccoli proprietari sono costretti a vendere alle grandi aziende, le uniche in grado di permettersi le moderne tecnologie, le quali, esigono pochissima manodopera e ciò va a scapito non solo di coloro che sono costretti a vendere, rimanendo senza lavoro e lasciando senza reddito coloro che prestano la loro manodopera, ma anche degli animali: il contatto con essi è molto limitato e spesso vengono trovati morti, senza che nessuno si fosse reso conto, in un primo momento, della loro condizione di salute precaria.

ETICA – Nella maggior parte dei casi la questione etica, è il primissimo motivo per cui si sceglie di cambiare stile di vita.

Le galline ovaiole vengono costrette a stare ammassate in una gabbia grande quanto un foglio A4 che impedisce loro di muoversi, vengono riempite di farmaci perché producano più uova e costrette a stare con la luce perennemente accesa, per non farle mai dormire. Il tutto dura 2 anni, tempo nel quale la produzione di uova dell’animale diminuisce. A questo punto la prossima meta sarà il macello.

I pulcini maschi vengono tritati vivi, perché non servono alla produzione di uova e andranno poi a far parte, come ingrediente dei mangimi per animali domestici, oppure smaltiti come rifiuti organici.

Gli animali allevati per la carne, che vengono venduti nelle macellerie/pollerie, non sono altro che pulcini di 6 settimane, a cui sono state somministrate dosi massicce di ormoni della crescita.

In natura, avrebbero potuto arrivare a 15 anni di vita.

Le mucche vengono tenute in stato di gravidanza fin dal primo anno di maturazione sessuale e costrette a partorire un vitello all’anno.

Nel caso il vitello sia maschio, viene allontanato dalla madre e recluso in uno spazio ristretto dove non può muoversi, alimentato con cibo liquido e verrà reso anemico, perché il consumatore preferisce la carne bianca.

I piccoli vengono inoltre allontanati dalla madre, per ricavare da essa il latte che verrà poi venduto o usato per fare formaggi.

La vita della mucca, che in natura sarebbe arrivata ai 20-40 anni, viene spezzata dopo 2-3 anni, al massimo.

La sorte dei maiali è molto simile a quella dei bovini. Le femmine vengono ingravidate artificialmente e costrette a figliare per tutta la durata della loro breve vita; tenute sdraiate tra sbarre metalliche immobili, perché non possano schiacciare i piccoli mentre li allattano.

I cuccioli verranno fatti ingrassare a dismisura e dopo poco tempo finiranno al macello.

Consumando cibi di origine animale, non solo si alimentano queste torture verso gli animali, ma si è anche complici della loro morte, per nulla indolore: in alcuni macelli, si può arrivare ad uccidere un numero considerevole di capi, in una sola mattinata; con i ritmi frenetici e incalzanti, almeno il 15% degli animali, non viene intontito a dovere tramite le scosse elettriche e muore così cosciente dei tagli che gli vengono inferti durante la macellazione.

ECOLOGIA – La metà delle terre fertili viene sfruttata per la coltivazione di cereali, foraggi, semi oleosi, ecc.. destinata agli animali che andranno poi macellati (per 1 kg di carne, l’ animale deve nutrirsi di 15 kg di vegetali).

Spesso i cereali dati in pasto agli animali sono OGM.

Per far fronte alla continua crescita di richiesta di carne e di altri prodotti di origine animale, c’è sempre più bisogno di terreni: così, la foresta pluviale, il polmone verde del pianeta, viene disboscata per far posto alle coltivazioni.

Oltre all’uso di prodotti chimici, che inquinano il suolo e il cibo stesso, utilizzati per avere raccolti sempre più abbondati, si deve mettere in conto l’enorme spreco di acqua (per avere 1 kg di carne si devono consumare 100 l di acqua) e a questa bisogna anche sommare quella destinata alla coltivazione e quella per il beveraggio degli animali stessi (una mucca consuma 200 l al giorno, un maiale 20, 50 un cavallo e 10 una pecora); l’animale utilizza direttamente solo l,3% del totale dell’acqua utilizzata. A conti fatti, i 500.000 l consumati in media da una famiglia in un anno, servono a produrre solo 5 kg di carne.

Gli escrementi contengono percentuali di fosforo e azoto al di sopra nella norma; queste sostanze quando filtrano nei corsi d’acqua, danneggiano gli ecosistemi acquatici, mettendo in serio pericolo gli esseri che ci vivono. I depositi degli allevamenti intensivi, in alcuni stati degli USA hanno danneggiato l’ ambiente (7.000 miglia quadrate nel Golfo del Messico non contengono più vita acquatica) e i batteri sono filtrati anche nelle falde acquifere di acqua potabile.

Le deiezioni prodotte da una singola mucca, sono pari a quelle prodotte da 40 persone.

Come se tutto questo non bastasse, le emissioni di gas, prodotte dagli allevamenti intensivi e da tutto il processo della macellazione, dal trasporto della carne e dei vari prodotti di origine animale, incrementa l’effetto serra.

ECONOMIA – Il prezzo dei prodotti di origine animale, che arriva al consumatore deve essere contenuto, perciò gli animali vengono trattati come “cose”, allevati in capannoni, senza il minimo contatto con la terra, inoltre, il costo non potrebbero essere così basso, se gli allevamenti non ricevessero sovvenzioni da parte dello stato, l’industria stessa non potrebbe sopravvivere senza questi soldi pubblici, perché il guadagno medio è solo del 30%, quindi il vero profitto proviene dalle nostre tasse!

Questi soldi, poi, sono distribuiti “a pioggia” non in maniera ragionata, così, ancora una volta vengono incentivate le grandi aziende.

Da quando c’è stato il caso “mucca pazza” gli scarti dei macelli non possono più essere polverizzati per andar poi a far parte dei mangimi degli animali, così gli allevatori si trovano costretti a pagare 50 centesimi per ogni chilo da smaltire: in Italia lo smaltimento è di circa 150 milioni di euro a cui vanno aggiunti anche i soldi spesi per gli 800 esami da effettuare sui bovini oltre i 30 mesi portati al macello, che ammonta a 75 milioni di euro.

Il tutto pagato da noi!

L’alimentazione vegana – senza nessun prodotto di origine animale – è l’unica ecosostenibile, infatti è a impatto zero, sull’ambiente: quella vegetariana latto-ovo lo è invece 4 volte e quella onnivora 8.

Da fonte a fonte, i dati riportati possono avere delle variazioni, ma i fatti sono quelli trattati.

Ogni qual volta si acquista un prodotto, si da una opinione, si incentiva ciò che c’è dietro: è giusto che coloro che consumano prodotti di origine animale, sappiano che cosa favoriscono con il loro denaro e con il loro giudizio, perché essi siano consumatori consapevoli.

Per maggiori informazioni:

http://www.saicosamangi.info/

http://www.vegfacile.info/

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Commenti   

 
0 # Stefano Lombardi 2010-03-11 10:59
Bellissimo articolo. Ci tengo a ribadire che ciò che si legge qui sopra NON E' FANTASIA, E' LA REALTA', NON SONO CASI ISOLATI MA E' LA CONSUETUDINE. Credo sia necessaria una svolta, un miglioramento.

Invito tutti coloro che sono dubbiosi riguardo le classiche domande sull'alimentazi one Vegana/Vegetari ana a leggere le informazioni scritte sopra questo link:

http://laverabestia.org/read_post.php?id=25&user=18

Ancora Complimenti Federica :-)
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0 # Angela De Re 2010-03-11 11:00
Be' i miei complimenti Federica!!ORA TI CONDIVIDO su facebook perché molti miei amici possano leggere questo bellissimo articolo!Grazie eeee.
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0 # Federica Rubini 2010-04-30 18:54
GRAZIE A TUTTI!
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0 # Federica Rubini 2011-08-16 19:39
Importante dichiarazione da parte dei medici:
http://www.laverabestia.org/read_post.php?id=365&user=18
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