Quando il sole della cultura è basso i nani sembrano giganti

Karl Kraus

   
   

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La specie degli squali ridotta del 90% a causa della pesca abusiva.

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massacro squaliANIMALI A RISCHIO ESTINZIONE.

Generalmente, quando si pensa al mare e agli oceani, vengono in mente immagini da cartolina, località da sogno in cui l’ acqua è limpida e azzurra, la sabbia è bianca, dove si può nuotare con i delfini e ammirare la fauna e la flora marina. La realtà di tutti i giorni è ben diversa ed è tutt’ altro che paradisiaca!

Ai tempi dei dinosauri esistevano dei pesci che, nonostante le grandi estinzioni di massa che hanno caratterizzato il nostro mondo, sono sopravvissuti fino ai nostri giorni. Vi sto parlando degli squali, animali che l’ evoluzione ha mantenuto praticamente uguali al primo esemplare che abitò le acque del nostro pianeta e che stanno venendo massacrati da una specie che ha messo piede sul suolo di questo mondo, molto tempo dopo di loro: l’uomo. L’ essere umano si è da sempre sostituito ad una divinità: ha sempre deciso lui chi poteva vivere o morire, che tipo di animale doveva tenere per fargli compagnia e quale invece poteva uccidere. La popolazione degli squali è stata ridotta del 90% a causa della pesca abusiva. Una volta issati a bordo agli animali vengono tagliate le pinne per poterle usare in richiestissime pietanze orientali, considerate uno status symbol. Una volta mutilati gli animali vengono rigettati in mare, dove moriranno per soffocamento. I pescatori non tengono conto della specie o dell’ età degli animali: uccidono tutti gli squali che trovano! Questa barbarie è chiamata Finning. E’ uno spettacolo brutale, di cui nessuno parla quasi mai. Si consideri anche, che l’ Italia è il maggior consumatore al mondo di carne di squalo, quindi anche il paese che ha il triste primato di ucciderne maggiormente. Spesso arrivano sulle nostre tavole sotto falso nome, tra questi c’è senz’ altro, Vitella di mare, Asiaca, Agnetto. Un altro motivo per cui questo pesce viene cacciato è senz’ altro la sua nomea di mangia-uomini, questa paura è stata provocata in parte dalla famosissima serie di film diretta da Steven Spielberg, Lo Squalo e dai Mass Media che continuano a dipingere questo splendido animale come un mostro. In realtà gli squali attaccano di rado l’essere umano e quando lo fanno è solo perché lo scambiano per una foca o una tartaruga (se la persona è sul surf), preda di questi cacciatori. Bisogna anche ricordare che il loro unico modo di capire, che cosa sia ciò che è in acqua con loro è quello di morderla: quindi, non per forza quando uno squalo attacca lo fa per uccidere. Spesso le vittime muoiono per emorragia e non perché sono stati ingoiati dallo squalo. Si calcola che i coccodrilli abbiano ucciso in un anno, le stesse persone che gli squali hanno ucciso in un secolo, e ancora, sono molti di più i morti deceduti inseguito ad una puntura di vespa che i decessi per attacchi di squali. squaloPare che l’ essere umano abbia bisogno di vedere realizzate le proprie paure, di trovare un capro espiatorio per colpevolizzarlo dei propri timori, e lo squalo ricopre appieno questo ruolo! Il messaggio che sto cercando di trasmettervi è che, gli squali sono a rischio estinzione! Questi animali, come ogni altro essere vivente, fanno parte di un ecosistema: se dovesse venire a mancare un tassello di questo puzzle cosa potrebbe succedere? Avrebbe ripercussioni su tutto il globo? Io, sinceramente, non ho voglia di scoprirlo. Vi chiederete perché, tra tutti gli animali a rischio estinzione che ci sono sulla terra, io vi parlo proprio degli squali, perché sembra che a molti importa salvare i delfini, le tigri e gli elefanti, ma di aiutare gli squali importa a pochi, questi pesci non vengono considerati una priorità! Di recente un biologo marino, Rob Stewart ha girato un film documentario su ciò di cui vi ho appena parlato, il film si intitola Sharkwater. Vi consiglio di vederlo, per aprire gli occhi su ciò che sta accadendo sotto il nostro naso, senza che noi ce ne accorgiamo.
Cosa possiamo fare nel nostro piccolo? Vi segnalo due siti, in cui troverete delle raccolte firme:

www.sharkwater.com

www.savingsharks.com

www.medsharks.org

 

Se un giorno avrò un figlio non voglio che quando gli parlerò degli squali, lui pensi a degli animali immaginari, paragonabili agli unicorni o alle sirene o che lui possa vedere questi pesci solo pagando un biglietto per entrare in un acquario.

E voi?

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Commenti   

 
0 # Banshee 2010-03-11 09:53
Bellissimo articolo Federica,compli menti vivissimi perchè hai descritto in modo ineccepibile una delle tante realtà che ci circondano e che l'uomo invece preferisce ignorare,per quieto vivere. Mentre l'altra restante popolazione fa parte di coloro che uccidono questi stupendi animali e di coloro che li mangiano,senza preoccuparsi di come arrivino nel loro piatto,magari in un bel ristorante. Per fortuna ci sono tante persone come te che si danno da fare in merito,ma spero solo che un giorno,non troppo lontano temo,l'uomo non debba rimpiangere le sue azioni,quando sarà ormai troppo tardi per la sua salvezza.
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0 # Dalaira 2010-03-11 09:55
Brava!
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0 # Zuppa Van De Zupp 2010-04-25 15:19
Si sono d'accordo in ogni singola sillaba ma anche profondamente triste perchè vedo davanti a me la lotta durissima per la presa di coscienza generale di cui NECESSITA il mondo. Mi sento frustrata dall'ignoranza generale e dal profondo disamore che la maggior parte delle popolazioni nutrono per le sorti delle nostre risorse (risorse intese NON come pozzo a cui attingere indiscriminatam ente ma come bene da preservare come un'immensa eredità da tramandare possibilmente arricchita e non dilaniata)
Questo NON accade da secoli e chi sa quanto tempo ancora ci vorrà perchè gli uomini considerino un animale quanto un filo d'erba come il tesoro da proteggere a qualsiasi costo. Già costi..
I figli del futuro saranno dei sopravvissuti, quello che ci aspetta è stato più che ipotizzato in qualche film di pseudo-fantasci enza ma quasi nessuno sembra voler perdere un nanosecondo della sua mediocre vita per tentare evitarlo. Personalmente odio l'umanità ma amo disperatamente il mondo, questo magnifico mondo.
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